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LA STORIA DEL CASO STOPPANI

La "Stoppani-Story". ha inizio i primi anni del 900, quando un industriale milanese, tale Luigi Stoppani, rileva una fabbrica di Cogoleto, cittadina del ponente genovese. Volendo tralasciare, le vicissitudini che hanno caratterizzato la presenza della Stoppani nei suoi primi 70 anni di attività, arriviamo al 1977, anno in cui si comincia a porre seriamente il problema della difesa dell'ambiente all'interno e all'esterno della fabbrica.

Novembre 1977 - Nelle colture della Val Lerone, la vallata in cui si trova la Stoppani, vengono trovate tracce di metalli pesanti tra cui il cromo. Le popolazioni locali promuovono manifestazioni.

Dicembre 1977 - La Capitaneria di Porto di Genova tenta di eliminare lo scarico dei residui al cromo sulla spiaggia di Cogoleto, emanando una ordinanza di divieto in base alla legge Merli. La Stoppani ricorre immediatamente contro tale atto, minacciando la chiusura e chiedendo tre anni di tempo per adeguarsi alle normative.

Gennaio 1978 - II Tar ligure corre in soccorso della Stoppani: accoglie il ricorso dell'industria e annulla l'ordinanza della Capitaneria di Porto. La Stoppani riprende così a scaricare i fanghi sulla battigia, lasciando al mare il compito di smaltirli. I risultati si vedranno qualche anno più tardi. Alcuni chilometri di litorale saranno interdetti alla balneazione ed alla pesca, con danni di miliardi soprattutto alle attività turistiche.

Agosto 1981 - L'amministrazione comunale di Cogoleto commissiona alla Cooperativa Biologi Marini di Genova uno studio sullo stato ambientale dei fondali nel tratto di mare antistante il comune. Le conclusioni dell'indagine, che contengono dati allarmanti, saranno rese pubbliche solo anni dopo, per timore di conseguenze sui livelli produttivi ed occupazionali.

Febbraio 1982 - II Pretore di Voltri blocca la produzione e sequestra gli impianti, avendo rilevato ripetute violazioni della Legge Merli. Contro l'azione del Pretore insorgono amministratori locali, sindacati e partiti. Affiora per la prima volta l'idea di gettare i fanghi in mare. Dopo dieci giorni, il Pretore revoca il sequestro dietro presentazione di un progetto dell'azienda, che prevede lo stoccaggio dei residui tossici nell'area di riempimento del nuovo porto di Genova-Voltri.

Marzo 1982 - L'idea di Voltri trova in tutti entusiastici consensi, meno che negli abitanti dei quartieri limitrofi. Regione e Comune assicurano la temporaneità della soluzione (6 mesi) di fronte all'impegno della Stoppani di trovare soluzioni alternative.

Agosto 1982 - Gli esami dei campioni biologici dei fondali antistanti la fabbrica danno risultati tali da sconsigliare la diffusione a scopo alimentare dei pesci e dei mitili.

Settembre 1982 - Si rivelano un bluff le assicurazioni sulla temporaneità del provvedimento. Alla scadenza dei termini concessi la Stoppani, che non ha proposto alcuna soluzione alternativa, chiede e ottiene il rinnovo dello scarico a Voltri per altri 6 mesi.

Giugno 1983 - II Ministro della Marina Mercantile firma il Decreto con cui autorizza la fabbrica di Cogoleto a scaricare i fanghi al cromo (70.000 tonnellate all'anno) in mare. Il Decreto, che ha validità di 6 mesi, si basa sui risultati di una relazione tecnica dell'Irrsa-Cnr.

Settembre 1983 - La Stoppani inizia lo scarico dei rifiuti in mare. . . . ;

Ottobre 1983 -I pescatori liguri protestano pubblicamente per l'inquinamento prodotto dagli scarichi in mare.

Gennaio 1984 - Lega per l'Ambiente e Italia Nostra pubblicano il "Dossier Stoppani — tra omertà e malafede", libro bianco sull'inquinamento prodotto dalla fabbrica che contiene, fra l'altro, anche proposte per il possibile riciclaggio dei fanghi. Nessuna reazione ufficiale degli Enti locali interessati.

Febbraio 1984 - II sindacato dei chimici replica alle accuse degli ecologisti, minacciando querele nei loro confronti. Si arriva ad un confronto pubblico, ma i sindacalisti non accettano di intraprendere una vertenza.

Marzo 1984 - II Ministro della Marina Mercantile rilascia alla Stoppani una proroga di 4 mesi.

Maggio 1984 - II Pretore di Sestri Ponente (Ge) blocca lo scarico in mare dei fanghi avendo accertato tenori di cromo superiori a quelli consentiti dalla Legge Merli.

Giugno 1984 - II Pretore dissequestra gli impianti dietro assicurazione dell'azienda di abbassare i tenori di cromo nei fanghi. Restano ferme le imputazioni. Lega per l'Ambiente e Italia Nostra si costituiscono parte civile nel procedimento contro la Stoppani.

Luglio 1984 - Seconda proroga dell'Autorizzazione di scarico in mare da parte del ministro Carta, questa volta di 18 mesi! Proteste degli ecologisti che evidenziano come nella relazione allegata al decreto si faccia cenno ad un "costante incremento delle concentrazioni di cromo" (aumenti del 2.000%) e si parli anche di "potenziali pericoli di tossicità cronica".

Settembre 1984 - Vengono emanate le tabelle di tossicità di cui i al Dpr 915/82. In base a tali dati l'autorizzazione concessa alla Stoppani è fuorilegge in quanto i fanghi contengono concentrazioni di cromo esavalente superiori da 5 a 7 volte quelle ammesse.

Dicembre 1984 I pescatori "invadono" la Pretura di Sestri Ponente per protestare contro gli scarichi in mare. Affermano di essere danneggiati nell'esercizio della loro attività a causa dell'inquinamento.

Febbraio 1985 - Viene riaperta dalla Procura della Repubblica di Genova una precedente inchiesta sulle morti per cancro di operai della Stoppani.

Giugno 1985 - In occasione dell'anniversario della prima autorizzazione i ministri Carta e Biondi e l'Assessore regionale all'Ambiente Merlo, ricevono dalla Lega per l'Ambiente ligure un pacco-dono contenente un chilogrammo di fanghi al cromo.

A metà del mese viene vietata la balneazione sugli 800 metri di spiaggia antistanti la fabbrica a causa della presenza di cromo.

Luglio 1985 - Le Associazioni inviano una diffida al Ministro della Marina Mercantile in cui si richiede la revoca dell'autorizzazione fuorilegge in base al D.P.R. 915/82.

Settembre 1985 - Si moltiplicano le iniziative di cittadini e pescatori del ponente genovese appoggiati dalle Associazioni ecologiste: in pochi giorni vengono raccolte circa 10.000 firme contro gli scarichi Stoppani.

Ottobre 1985 - Il Ministro della Marina Mercantile riceve un altro regalo dagli ecologisti liguri: poco dopo il suo intervento alla cerimonia di inaugurazione del Salone Nautico di Genova un "commando di ambientalisti" rovescia sul tavolo di Carta un sacchetto di fanghi della Stoppani. Lo stesso pomeriggio il ministro Zanone si esprime a favore di una soluzione alternativa allo sversamento di fanghi in mare.

Il Consiglio regionale ligure e quello provinciale si pronunciano a maggioranza contro la proroga ministeriale.

I pescatori di Sestri Ponente fanno analizzare il pesce pescato nella zona di scarico: dalle analisi risultano percentuali di 0,8 ppm di cromo nel fegato.

Novembre 1985 - I Consiglieri Comunali verdi chiedono ed ottengono che il Comune di Genova emetta un'ordinanza che vieta alla Stoppani di far transitare sul proprio territorio camion che trasportino i residui tossici destinati a essere smaltiti in mare. I pretori di Sestri Ponente e Voltri inviano comunicazioni giudiziarie agli amministratori della Stoppani per; trasporto abusivo di rifiuti tossici e nocivi. Altrettante comunicazioni giudiziarie raggiungono il presidente della giunta regionale Magnani, l'attuale assessore all'Ambiente regionale Acerbi, il suo predecessóre Merlo ed il coordinatore dello stesso assessorato Barone, per omissione di atti d'ufficio. Alle prese di posizione degli Enti locali si aggiunge il Comune di Genova con un ordine del giorno contrario alla prosecuzione dello sversamento a mare dei rifiuti Stoppani.

A Roma il Comitato Interministeriale per la tutela delle acque si esprime a favore del divieto di scarico in mare dei rifiuti tossici e nocivi. In una serie di audizioni condotte dal Consiglio Regionale emerge, tra l'altro, che Stoppani ha sempre trascurato di ricercare soluzioni alternative di smaltimento e che ha continuamente disapplicato gli accordi raggiunti cori gli Enti Locali e con lo stesso sindacato. A conclusione dell'indagine viene approvato un documento, presentato dai Verdi, in cui l'azienda è riconosciuta come inaffidabile.

Pressato da tutte le parti, Stoppani, fa infine uscire dal cassetto un piano di investimenti di 20 miliardi finalizzati al raggiungimento del totale disinquinamento dei residui di lavorazione e al risanamento della fabbrica. Ma i tempi di realizzazione sono lunghi (5 anni) e la Stoppani vuole "garanzie circa la sua permanenza sul territorio", pregiudiziale con cui rinnova l'invito a concederle la possibilità di scaricare in mare.

Dicembre 1985 - Vengono resi pubblici i risultati delle analisi sulla presenza di cromo, cadmio e mercurio, nel mare di Arenzano e Cogoleto, eseguite su richiesta dei pretori di Sestri P. e Voltri. I dati sono allarmanti (presenza di cromo 13 volte superiore alla quantità consentita) e le Associazioni chiedono che la Stoppani venga obbligata al risanamento dell'intera zona.

Alcuni camion che trasportano fanghi, diretti alla bettolina ormeggiata nel porto di Genova-Multedo, vengono fermati dai vigili urbani ed accompagnati al confine del Comune di Genova. L'azienda ricorre al Tar. Ma il divieto resta. Poiché l'azienda continua imperterrita a produrre, i fanghi vengono accumulati sui piazzali dello stabilimento, senza alcuna autorizzazione, ne precauzione.

Dopo ripetuti vertici a Genova e a Roma in cui Azienda e Sindacato richiedono al Ministro dalla Marina Mercantile una proroga, Carta ributta la palla alla Regione, sollecitando ad individuare zone di discarica a terra.

Altre comunicazioni giudiziarie per i dirigenti dell'Azienda: le emette il Pretore di Voltri per danneggiamento aggravato del mare e inquinamento delle acque del fiume Lerone.

Anche il Comune di Arenzano si esprime contro una eventuale proroga e vieta il transito dei fanghi sul proprio territorio.

Alla vigilia dell'incontro con Carta, che dovrebbe essere decisivo, il Cavalier Stoppani (a 5 giorni dalla scadenza dell'autorizzazione) estrae dal suo cappello magico un nuovo piano: esso prevede la riduzione da 5 a 3 anni del tempo necessario alla ristrutturazione della fabbrica e l'impegno a produrre, in 2-3 mesi, una parte di fanghi non tossici. Tale piano, che esclude l'ipotesi di cassa integrazione, sarà attuato dall'azienda solo se verrà concessa uria proroga di smaltimento a mare dei fanghi.

Nuovo rinvio delle decisioni da parte del ministro Carta che chiede agli Enti Locali una posizione chiara e unanime.

Per avere il tempo necessario ad attrezzare le discariche, la Regione propone una proroga di sei mesi a favore della Stoppani. Un'ultima riunione viene convocata il 31 dicembre dal Presidente della Regione, ma l'OK sperato ad una mini-proroga non viene concesso.

Gennaio 1986 - L'Associazione Industriali si schiera sulle posizioni del Cavalier Stoppani.

Il Comitato Interministeriale per la difesa delle acque conferma il proprio "no" alla prosecuzione degli scarichi Stoppani. Il 9 il Ministro Zanone emana il provvedimento con cui si vieta definitivamente lo scarico in mare dei rifiuti tossici e nocivi. Per i fanghi al cromo è la fine del versamento in mare.

Pronta risposta dell'Azienda di Cogoleto che dispone lo spegnimento di un forno e annuncia la chiusura della fabbrica a causa della "impossibilità di proseguire la propria attività".

Il ricatto occupazionale fa ancora presa: si fanno più forti le pressioni per "salvare i 500 posti di lavoro" e per "evitare conseguenze drammatiche all'interno del settore conciario italiano che viene stimato in circa 80.000 addetti".

Nuovo vertice in Regione, dove la Stoppani si rimangia tutto "chi ha detto che volevamo chiudere?" estraendo l'ennesimo coniglio dal cappello magico. Con il completo avallo di Regione e Sindacati, l'Azienda dichiara di voler continuare la produzione con i forni che generano residui non nocivi, affermando che "in questo modo si otterrebbe una quantità di fanghi conformi alla L. 915/82, pari al 50% della produzione a pieno regime" (miracolo!). L'assessore regionale all'ambiente dichiara di non aver alcun problema a reperire una discarica per rifiuti speciali e quindi tutto, come nelle migliori favole, sembra risolto per il meglio.

Unico problema che rimane aperto è la sistemazione di 20.000 tonnellate di fanghi tossici ammassati all'interno della fabbrica, che nessuno vuole. Ma anche su questo punto la Regione ha la soluzione a portata di mano: vengono riproposte le località così coscienziosamente individuate in precedenza.

Le associazioni ecologiste non tardano ad esprimere le proprie profonde riserve sui troppi punti oscuri della soluzione prospettata; c'è il timore che l'annunciato accordo tra le parti sia il preludio ad una soluzione pasticciata.

Febbraio 1986 - Processo in Pretura contro i dirigenti della Stoppani accusati di violazione del DPR915. Viene accolta la costituzione di parte civile delle Associazioni Lega per l'Ambiente ed Italia Nostra, che vedono così definitivamente legittimato il loro ruolo di "nemici" dell'Azienda- La Regione e gli Enti Locali non si costituiscono parte civile. Il Pretore condanna due dirigenti Stoppani ad un anno di reclusione e ad ammende e riconosce la risarcibilità di un danno economico alle Associazioni.

Intanto le discariche promesse dalla Regione a dicembre non si trovano, a causa delle oggettive difficoltà nel reperimento dei siti.

Si svolgono affollate e furibonde assemblee, ad Arenzano e Cogoleto, degli operatori turistici e della pesca colpiti dai divieti di balneazione e di pesca imposti a motivo degli alti tenori di cromo rilevati sui fondali. Tutte le Associazioni di tali operatori (oltre agli ambientalisti) decidono di costituirsi parte civile in un nuovo procedimento a carico dell'Azienda per il reato di violazione della Legge "Merli".

La Lega Ambiente denuncia l'Amministrazione Comunale di Cogoleto che, qualche anno prima, ha occultato uno studio già allora preoccupante sulla situazione dei fondali.

Marzo 1986 - Nasce l'ipotesi della Regione di mettere i fanghi Stoppani in Rio Loaga: una valletta verdeggiante, dietra l'Azienda, in Comune di Cogoleto. I Verdi propongono alla Regione la costituzione di una Commissione Tecnica con esponenti anche delle Assocciazioni ecologiste che valuti tutti i complessi aspetti del risanamento ambientale- La proposta viene accettata. Il Comitato Ecologico di Cogoleto ed Arenzano organizza una manifestazione contro la Stoppani: tutto il paese scende in piazza.

Aprile 1986 - La Stoppani mette in cassa integrazione 126 operai e riduce il ciclo produttivo chiudendo i famigerati forni. In seguito ad analisi disastrose sul tasso di cromo nelle acque del torrente Lerone, il Comune di Cogoleto blocca gli scarichi liquidi della Stoppani.

Aprile 1986 - I Medici di Arenzano e Cogoleto denunciano una situazione grave di inquinamento da cromo e evidenziano i possibili effetti dovuti ad inalazione dei veleni prodotti dalla fabbrica.

Giugno 1986 - La Lega per l'Ambiente denuncia nuovamente alla Magistratura le inadempienze della Stoppani che non rispetta le minuziose prescrizioni anti-inquinamento del Comitato Tecnico Ambiente della Regione.

Agosto 1986 - La stagione balneare del comprensorio subisce gravi contraccolpi grazie ai divieti di balneazione per il mare inquinato da cromo. Chi sarà' il responsabile?

Novembre 1986 - Pescatori, albergatori, ambientalisti, abitanti e villeggianti chiedono 100 miliardi di danni alla Stoppani davanti al tribunale di Milano.

Marzo 1987 La commissione Tecnica nominata dalla giunta Regionale per la verifica dell'attuazione del piano di risanamento rileva gravi inottemperanze riguardo la gestione dei rifiuti accumulati nei piazzali, configurando una situazione di rischio ambientale.

Marzo 1987 — Nuovo processo e nuova condanna per inquinamento. Questa volta e' la Pretura di Voltri che condanna tre dirigenti Stoppani a sei mesi ed al risarcimento del danno ambientale alla Regione ed ai Comuni di Cogoleto ed Arenzano.

Aprile 1987 - vengono trovati fanghi della Stoppani nei Porto di Voltri scaricati abusivamente ad ulteriore testimonianza dell'inaffidabilita' dell'Azienda che continua a promettere risanamenti.

Maggio 1987 — Non c'è il due senza il tre. Ancora la Pretura di Voltri, ancora una dura condanna per quattro dirigenti Stoppani, colpevoli di emissioni di fumi ed inquinamento da rifiuti. Dovranno risarcire il danno ambientale al Ministero per l'Ambiente.

Agosto 1987 Analisi ripetute sul contenuto di metalli pesanti e cromo in particolare negli organismi marini vegetali e animali hanno rilevato una presenza allarmante di sostanze tossiche. Inoltre nel periodo 82-87 la situazione è peggiorata. Per diversi periodi è stata vietata la raccolta di mitili, la pesca e la balneazione. Analisi delle polveri depositate sulla recinzione del campo sportivo hanno evidenziato una concentrazione elevatissima di cromo.

Settembre 1987 - Le Associazioni ambientaliste denunciano nuovamente l'Azienda per le gravi omissioni che hanno permesso alle forti piogge di trascinare in mare grandi quantità' di materiali inquinati.

Il perito del giudice Zingale, che indaga sulle morti in fabbrica, deposita la sua perizia. Il documento paria di "collegamento causale" tra cromo e decessi in Azienda. Per neoplasie polmonari ci furono più' di un morto all'anno tra il I960 ed il 1979.

Dicembre 1987 — Inizia la raccolta di firme tra i residenti di Cogoleto ed Arenzano per chiedere ai Comuni di indire un referendum sulla permanenza della Stoppani. L'obiettivo di raccogliere il 10%. delle firme dei residenti verrà' raggiunto: le -firme depositate saranno oltre 1600.

Marzo 1988 - Per la prima volta viene coinvolto nelle vicende giudiziarie il cavalier Stoppani in persona. L'ineffabile Plinio riceve una comunicazione giudiziaria da Zingale per le morti nel suo stabilimento.

Maggio 1988 — Elezioni amministrative a Cogoleto e vittoria dei Verdi che ottengono un seggio in Consiglio Comunale: Rosa Filippini.

Giugno 1988 - Con una incredibile sentenza, il Tribunale Civile di Milano assolve la Stoppani e condanna gli abitanti e gli ambientalisti a pagare le spese processuali. Inspiegabilmente la Stoppani continua a vincere (ed a inquinare).

Ottobre 1988 - II Comune di Cogoleto rifiuta ancora la discarica per i fanghi sul proprio territorio. Non rifiuta invece l'Azienda che continua ad inquinare.

Novembre 1988 - Un incendio di vaste proporzioni lambisce la Stoppani. Ancora 13 rinvii a giudizio del giudice istruttore per le morti in fabbrica. Il rischio di contrarre tumori risulta molto superiore per gli operai Stoppani che per il resto della popolazione.

Dicembre 1988 - Al processo d'appello per inquinamento, sei dirigenti vengono condannati. Sono confermati nella sostanza i risultati dei tre processi di primo grado (uno della Pretura di Sestri e due della Pretura di Voltri).

Dicembre 1988 La stoppani presenta un studio di massima per il risanamento del torrente Lerone.

Febbraio 1989 - Trentasette milioni per morire di cancro. Diciassette famiglie di deceduti accettano il risarcimento proposto dalla Stoppani .

Aprile 1989 La Regione propone la valle del rio Loaga come discarica per i rifiuti tossico nocivi prodotti dalla fabbrica. Con i suoi 500.000 mc potrebbe permettere alla fabbrica una produzione a pieno regime per circa 30 anni.

Inoltre propone l'allacciamento degli scarichi Stoppani al depuratore di Cogoleto, le cui acque fluiscono direttamente in alto mare.

Infine si stabilisce che la ripresa del forno 70 sia condizionata alla costruzione di nuovi impianti di abbattimento per le emissioni dei reparti di lisciviazione e del forno 70 e alla realizzazione di un sistema di raccolta delle acque piovane.

Maggio 1989 Il comune di Cogoleto si oppone alla discarica di rio Loaga e all'allacciamento al depuratore di Cogoleto che permetterebbe a Stoppani di scaricare direttamente in mare. Il Comune accoglie la richiesta di Referendum consultivo in data 18 giugno 1989.

Giugno 1989 Il referendum consultivo fornisce esito positivo per Stoppani a Cogoleto, negativo ad Arenzano.

Luglio 1989 Riapertura del forno 70. Stoppani si impegna a dismettere entro dieci anni dal riavvio del forno 70 la produzione di bicromati e a effettuare bonifiche ambientali

Gennaio 1990 Il Comune di Cogoleto ribadisce la propria opposizione alla creazione di una discarica per i fanghi Stoppani in rio Loaga.

Marzo 1990 Stoppani sottoscrive una convenzione con Regione, sindacati Comuni, in cui si impegna a dismettere la produzione di bicromato entro dieci anni dal riavvio del forno 70 e si impegna a realizzare le programmate bonifiche.

1991 termina il processo per gli 11 decessi dal 1967 al 1983 con la condanna di tutti i dirigenti Stoppani.

Febbraio 1991 Stoppani sollecita la conclusione per l'accordo di programma del marzo 1990, sottoscritto da Stoppani stesso con Regioni, Sindacati e Comuni. Coglie l'occasione per notificare il riavvio del forno 70 in quanto "strumento di bonifica". Ribadisce che il periodo massimo di durata di produzione di bicromato sarà di 10 anni a partire dal giorno di avvio del forno 70. Ribadisce inoltre la cessazione di ogni altra attività su cromati entro i successivi 5 anni.

1992 Inizia il 2°processo celebrato nel periodo 1992-1997 per l'indagine epidemiologica sulla mortalità per tumore al polmone ed alla pleura. Nel periodo 1969-1992 sono morti per TUTTI i tipi di tumore 53 operai (con almeno tre mesi di lavoro). Sulla base della mortalità media in Italia si sarebbero dovuti osservare "solo" 38 decessi. Quindi si sono verificati circa 40% - in più - di decessi per tumore. Nel gruppo degli operai i casi di tumore erano localizati alla bocca ed alla faringe (+225% in più), polmone (+108%), pleura (+ 1967%), retto (228%) e vescica (+127%). Tutti questi eccessi (tranne quello alla vescica) erano statisticamente significativi.

Febbraio 1993 Stoppani riduce il personale di circa 100 unità. L'obiettivo del mantenimento del livello occupazionale, promesso ai lavoratori al momento della riapertura del forno 70, non viene mantenuto.

Luglio 1993 Il Comune di Cogoleto, considerato l'inadempienza di Stoppani sul mantenimento dei livelli occupazionali, propone una revisione degli accordi. Propone tra l'altro: a)cessazione produzione bicromati entro il 31-12-97 b)cessazione di tutte le attività entro il 31-12-98 c) rivedere i criteri per l'assegnazione dei fondi Envireg

Dicembre 1994 La Regione Liguria con la delibera n°9121 emana il "programma di riassetto e riqualificazione ambientale della zona costiera e del torrente Lerone" con finanziamento di 7 miliardi del programma comunitario Envireg. Le scadenze per il termine dei lavori di bonifica sono scaglionate, comprese fra il 94 ed il 1997; al 31-12 2000 cessazione completa di ogni attività.

Ottobre 1996 Il Ministero dell'Ambiente informa la Regione Liguria che il termine ultimo per realizzare i lavori coperti da finanziamento U.E. del progetto Envireg è il 31-12-1997

Aprile 1997 Il comune di Cogoleto approva l’utilizzazione della discarica di Molinetto per i fanghi della fabbrica Stoppani, con un ritardo di 7 anni! L'operazione passa come <<bonifica e riqualificazione della ex cava Molinetto>>!

Agosto 1997 La Regione con la delibera n° 3191 modifica i precedenti programmi di lavoro del piano stipulato nel 1994, in modo da permettere alla Stoppani di realizzare prioritariamente quelle parti coperte da finanziamento. Allo scopo redige un nuovo "Piano Operativo" che di fatto proroga la definitiva fine dei lavori al 31-12-97 per la bonifica della spiaggia ed entro il 2003 la definitiva bonifica delle aree di Pian Masino.

Agosto 1997 Stoppani inizia la bonifica delle terre dell’arenile in modo da poter beneficiare dei fondi Envireg.

Dicembre 1997 I lavori di bonifica dell'arenile procedono velocemente e Stoppani riesce ad accedere ai 7 miliardi di finanziamento.

Agosto 1999 Il contratto sindacale in vigore dal 2 agosto mette in luce i programmi Stoppani: aumentare la produzione e per fare ciò riaprire il forno 58, altamente inquinante. Nel frattempo inizia una fase di ristrutturazione (e cassaintegrazione) fino a dicembre. Tutto ciò in contrasto a quanto previsto dagli accordi del 1991 che sancivano l’imminente chiusura definitiva dello stabilimento nel 2001

Agosto 1999 Una relazione della Provincia sulla discarica di Molinetto riporta i seguenti dati:

Volume totale=325.000 mc ; Volume usato (da 1997 a 1999)=87.000 mc ; Volume fanghi Pian Masino= 92.000 mc ; Volume bonifica finale stabilimento=90.000 mc; Volume residuo= 56.000 mc.

Dal volume residuo si può stimare una perido di attività massimo di circa 2 anni..... a meno che Stoppani non riesca a trovare altre discariche.

Settembre 1999 I Progetti Stoppani per l'aumento di produzione e l'apertura del forno 58 allarmano i Verdi che dichiarano:"Stoppani deve rispettare gli accordi e chiudere o, altrimenti restituire i 7miliardi del programma Envireg". Anche la Provincia si dichiara a favore della chiusura entro il 2000

Settembre 1999 Stoppani presenta un piano edilizio per la val Lerone: 270.000 mc di alloggi, ed alcuni insediamenti industriali sul lato Arenzano. Oltre al progetto di edilizia residenziale Stoppani prevede anche nuovi insediamenti industriali chimici, ovviamente.... "puliti"....

Settembre 1999 In una risposta all'interrogazione del gruppo dei Verdi, la regione Liguria risponde che <<l'intervento di cui al programma Envireg è stato realizzato>>. La situazione di grave degrado e pericolosità è invece evidente a chiunque si trovi a transitare in val Lerone.

Ottobre 1999 Una relazione della Provincia di Genova rivela la grave situazione di inquinamento da cromo, da Zinco, da Cloruri e Solfati nelle acque freatiche della discarica di Molinetto. Ottimo risultato: quella cava a Molinetto che doveva essere "bonificata", ora trasuda di metalli pesanti e di altri inquinanti pericolosi.

Ottobre 1999 Cogoleto concede la valle del Rio Loaga come discarica: non ancora per i fanghi Stoppani ma per materiali inerti.

Novembre 1999 L’IST pubblica i risultati di una ricerca secondo cui c’è una strettissima correlazione fra l’esposizione al cromo e l’elevato tasso di mortalità per tumore polmonare dei dipendenti Stoppani. Inoltre le analisi sulle urine dei lavoratori evidenziano una preoccupante presenza di cromo esavalente, con una tendenza al peggioramento nel periodo di studio condotto dal 1983 al 1998.

Dicembre 1999 La Regione boccia il piano edilizio Stoppani. "Troppo cemento". E’ questa la prevedibile conclusione della trovata di Stoppani. E’ indirettamente un via libera a continuare la produzione.articolo

Gennaio 2000 Rispondendo ad una interrogazione dei Verdi l’assessore all’ambiente N. Alonzo ammette che la situazione ambientale è seriamente compromessa e che potrebbero esserci gli estremi per imporre a Stoppani la chiusura.

Gennaio 2000 In Regione si tengono riunioni "tecniche riservate" fra la Regione, Comuni e Stoppani per la realizzazione di nuovi insediamenti industriali Stoppani in località Pian Masino.

Febbraio 2000 Marcia indietro della Regione: si avvia l’ennesima campagna di monitoraggi e di studi.

Febbraio 2000 L'assessore al lavoro del Comune di Arenzano D. Arkel espone la sua posizione riguardo al problema Stoppani. Nel suo articolo afferma che <<l'interesse primario dei comuni è il mantenimento dei posti di lavoro>> (e la salute e la vita dei dipendenti e degli abitanti?????) e che il problema Stoppani <<non potrà concretizzarsi fino a quando il problema occupazionale non sarà stato esaurientemente trattato>>. Si intuisce anche la propensione ad affidare a Stoppani una lunga e incerta fase di bonifica. Giudicate voi leggendo l'intero articolo.

Febbraio 2000 Gli operai scioperano contro i politici che non li convocano alle riunioni.

Febbraio 2000 I carabinieri del NOE ravvisano delle irregolarità negli scarichi dell’industria e passano alla Procura i risultati delle analisi. Stoppani concede un’intervista in cui riafferma la sua volontà di continuare a produrre e asserisce : <<Non inquiniamo, non chiudiamo e restiamo a Cogoleto>>.articolo

Febbraio 2000 Sui giornali compare la dichiarazione dell'assessore Alonzo secondo cui saranno effettuati minuziosi controlli 24 ore su 24 sugli scarichi Stoppani. Ma l'Arpal smentisce! articolo

Febbraio 2000 Il Comune di Cogoleto richiede alla sezione UOPSAL dell'USL un controllo sulla situazione igienico-sanitaria e di sicurezza dei dipendenti Stoppani.

Febbraio 2000 La Stoppani presenta al Tar un ricorso per restare fino al 2003.

Febbraio 2000 Il sindaco L.Cola boccia in Consiglio Comunale del 28-2-2000 la richiesta di riaggiornamento dei dati sulla mortalità dei lavoratori Stoppani effettuata dall'IST nel periodo 86-92, che aveva evidenziato una fortissimo aumento di mortalità nei reparti a maggiore esposizione al cromo.(filmato disponibile presso TeleCogoleto)

Febbraio 2000 La relazione n°14651/1483 della Provincia rivela che le acque freatiche della zona dello stabilimento sono inquinate a livelli fino a 64.000 volte il valore massimo consentito dalla legge. L'inquinamento è presente in tutta la valle ma assume questi valori particolarmente elevati solo in corrispondenza all'impianto di produzione di acido cromico e nelle sue immediate vicinanze. L'inquinamento delle falde dovuto alla percolazione dai depositi di Pian Masino risulta quasi trascurabile! Inizia a cedere l'ipotesi di Stoppani e dei suoi sostenitori secondo cui tutto l'inquinamento è pregresso e la fabbrica attualmente non inquina. articolo

Il fiume risulta inquinato in modo molto preoccupante ma "solo" a valle della postazione in corrispondenza alla fabbrica, dove raggiunge valori fino a 13 volte quelli massimi consentiti per gli scarichi industriali; non è quindi sostenibile la tesi dell'inquinamento dovuto al solo effetto delle acque meteoriche e di percolazione: la principale sorgente di inquinamento è situata proprio sotto la fabbrica mentre l'inquinamento dovuto alle acque infiltrate dai depositi di Pian Masino esiste ma ha effetti molto minori.

Il mare risulta avere valori di cromo esavalente spesso paragonabili con quelli limite per gli scarichi industriali. Considerando l'effetto della diluizione tale valore è elevatissimo e testimonia un continuo afflusso di inquinanti da parte del fiume Lerone, difficilmente spiegabile col solo effetto delle acque meteoriche. L'attuale contenuto di cromo in mare a Cogoleto e Arenzano è superiore di circa 1000 volte il valore normale del mare Mediterraneo.

Marzo 2000 L’Arpal inizia una nuova serie di campionamenti sul territorio per evidenziare la presenza di cromo esavalente. Il clima da imminente campagna elettorale blocca la pubblicazione di ulteriori notizie. 

Marzo 2000 Alla Stoppani giunge un nuovo carico di cromite, materia prima da cui estrae il cromo. Anzichè lavorare le terre da bonificare di Pian Masino, la Stoppani preferisce usare la materia prima, più redditizia. Queste nuove migliaia di metri cubi di "carburante" assicurano la produzione per vari anni e rendono evidenti le reali intenzioni della ditta. In Provincia è allarme: non tornano più i conti! con questo nuovo materiale la quantità di fanghi tossici prodotti da Stoppani eccederanno il volume disponibile nella discarica di Molinetto. La Stoppani continua a produrre senza farsi problemi: i tempi slitteranno e, alla fine, si troverà una nuova discarica.

Aprile 2000 Esce sugli schermi il film "ERIN BROCKOVICH" che racconta la storia di una fabbrica americana, la PG&E (ANDERSON v PACIFIC GAS & ELECTRIC), che ha inquinato con cromo esavalente le falde acquifere della città di Hinkley, causando la morte di molti abitanti. La fabbrica è stata costretta ad un rimborso di 333 milioni di dollari.

3 Aprile 2000 Il Sindaco di Cogoleto L.Cola, in seguito alla richiesta di sollecitare gli enti competenti perchè effettuassero analisi sui prodotti ittici della zona, (le ultime analisi risalgono agli anni 80), ha risposto con le testuali parole (3-4-2000, prot. 6484):

<<Per quanto riguarda i prodotti ittici si informa che sono già state fatte in passato verifiche sugli effetti del cromo sui prodotti ittici e tali prove, effettuate dall'Istituto di igiene e medicina preventiva dell'Università di Genova, hanno dimostrato che sia il fegato dei pesci, mediante meccanismi biochimici, sia il muco presente sulla superficie delle branchie e del corpo sono in grado di ridurre il cromo VI, costituendo così una efficace barriera alla penetrazione del cromo VI eventualmente presente nelle acque marine.>> Che sia vero che tutte le sostanze organiche sono in grado di trasformare il cromo VI in cromo III è risaputo; anche i tessuti umani sono in grado di farlo. Non per questo si possono tranquillamente ingerire alimenti contenenti cromo, come invece sembrerebbe trasparire dalle parole del Sindaco.Il cromo III è comunque una sostanza tossica, anche se ha minore pericolosità rispetto al cromo VI, e l'elevata presenza di tale metallo nei pesci costituisce un indicatore di una situazione allarmante nelle coste prospicenti Arenzano e Cogoleto

Maggio-Giugno 2000 Continuano a giungere terrificanti dati sullo stato delle acque di falda, del torrente Lerone e del mare. Il T3-Ambiente Italia manda in onda un preoccupante servizio sull'inquinamento prodotto dalla Stoppani.

Luglio 2000 L'assessore all'Ambiente della Regione Liguria, R. Levaggi, chiede ufficialmente al Ministero dell'Ambiente di inserire la Stoppani nella lista dei 14 stabilimenti italiani a forte rischio di inquinamento e in procinto di essere dismessi, come l'ACNA di Cengio, Pitelli e altri.

Luglio 2000 Goletta Verde lancia un grido: Stop alla Stoppani; ormeggiata davanti alle coste di Cogoleto mostra lo slogan su uno striscione mentre a Cogoleto si tiene un dibattito sulla questione Stoppani. Quasi tutti i politici dei due paesi di Arenzano e Cogoleto auspicano nuovi accordi, dimenticando che tali accordi già esistono e prevedono la chiusura dei forni entro il 2001

26 Luglio 2000 I Verdi presentano un' interrogazione sulla Stoppani ai Ministeri della Sanità e dell'Ambiente. L'obiettivo è quello di raggiungere in tempi brevi la dismissione dello stabilimento seguendo il "modello ACNA".

1 Agosto 2000 Il Sindaco di Arenzano L. Gambino cambia ordine del giorno ed evita la discussione della mozione proposta da Arenzano Democratica e dagli altri gruppi di opposizione che richiedeva l'intervento di ASL e IST per una verifica del pericolo costituito dall'industria chimica per la salute dei lavoratori e dei cittadini. Le opposizioni affiggono in tutta Arenzano manifesti fortemente polemici contro la mozione del Sindaco e della Giunta.

2 Agosto 2000 L'assessore all'Ambiente R. Levaggi in risposta ad una interrogazione presentata da R.Benvenuto dei Verdi annuncia il trasferimento della fabbrica in.. ...Africa!? Dopo aver promesso la chiusura entro 10 anni, il trasferimento a Crotone e in mille altri posti, la bonifica della val Lerone...ora Stoppani gioca la carta africana. Nessun documento scritto, solo parole... . Levaggi rimanda a Sindaci e Provincia il compito di tutelare la salute pubblica e per quanto riguarda il progetto Envireg afferma che i lavori di bonifica sono stati eseguiti e certificati. Sicuramente positivo invece il suo sollecito per l'intervento di Provincia e magistratura e la richiesta al Ministero dell'Ambiente di inserire il sito Stoppani nei 14 siti nazionali più inquinati e a rischio ambientale, da bonificare con finanziamenti anche statali.

11 Settembre 2000 Ennesimo incendio in prossimità della fabbrica. Questa volta si rischia il disastro: le fiamme lambiscono i depositi di carburante e di ossigeno liquido. L'intervento immediato di 2 canadair evita la tragedia. I fumi che si levano in aria probabilmente contengono elevatissime quantità di cromo esavalente (la vegetazione bruciata è quella che 24 ore su 24 e sottoposta alla ricaduta di polveri al cromo) ma nessuno pensa di compiere delle analisi sui fumi emessi e sulle polveri depositate nelle zone circostanti. Il gruppo dei verdi della Regione Liguria presenta una interrogazione al presidente della giunta Regionale.

20 Settembre 2000 Finalmente arrivano i dati dell'Arpal: non solo la fabbrica ma anche i terreni circostanti, le colline fino ad altezza di cento metri, sono inquinate a causa dei fumi emessi dalla fabbrica. E non basta! Non c'è solo il cromo oltre i limiti massimi consentiti: anche nichel, zinco, manganese....tutti metalli pesanti che, misteriosamente, non rientrano nel ciclo di produzione della ditta. Le spiagge che Stoppani aveva tentato di disinquinare sono nuovamente impregnate di cromo. La situazione è veramente grave! L'assessore Levaggi in una intervista al T3 dichiara <<...ora si dovrà affrettare la chiusura>>. L'assessore all'ambiente della Provincia dichiara che si potrebbe giungere a far chiudere la fabbrica. articolo

22 Settembre 2000 Legambiente emette un duro comunicato stampa chiedendo agli enti competenti più attenzione al monitoraggio dell'inquinamento ambientale e indagini della magistratura sulla inspiegabile presenza di metalli pesanti diversi dal cromo.

26 Settembre 2000 Da recenti studi condotti dal Centro Monitoraggio Ambientale dell'università di Genova risulta che la fabbrica Stoppani ostacola il naturale corso del fiume Lerone, essendo costruita proprio sul greto del torrente, in prossimità della foce. In Calabria c'era un campeggio sul greto del fiume, in Liguria ci sono le fabbriche chimiche!!! L'attuale situazione è di grave pericolo per la vita dei dipendenti. Lo studio conclude quindi che per mettere in sicurezza la zona la Stoppani deve essere demolita. Inoltre sembrerebbe emergere dalle mappe presenti nello studio che la Stoppani sia per larga parte costruita sul demanio fluviale, terreno pubblico e non privato!

Romolo Benvenuto, capogruppo dei Verdi della Regione Liguria, interroga la giunta Regionale per conoscere il grado di pericolo in caso di esondazione e le misure di sicurezza adottate da Sindaci e Istituzioni.

11 Ottobre 2000 Con una lettera riservata inviata agli enti pubblici il sig. Stoppani pur ammettendo che il sito è inquinato, non si dice disposto a pagare per la bonifica in quanto si tratta di inquinamento "pregresso". Questa è la parola magica su cui la ditta intende puntare la sua difesa! (articolo)

Sebbene si tratti di costi per la collettività dell'ordine delle decine di miliardi, le istituzioni rispondono molto timidamente (solo il sindaco di Cogoleto e l'assessore provinciale all'ambiente richiamano la ditta alle sue responsabilità). Nei giorni successivi tutto è messo a tacere...

8 Novembre 2000 Un dossier del Ministero dell'Ambiente sui danni provocati dall'azienda Stoppani valuta in circa 100 miliardi il costo per il risanamento della Val Lerone. Si legge nell'articolo :<< l'azienda, per voce di Plinio Stoppani in persona, ha messo in chiaro, contro l'evidenza delle analisi ambientali dell'Arpal, che attualmente lo stabilimento non inquina.>> (Articolo)

8 Novembre 2000 Uno studio condotto presso il Centro Monitoraggio Ambientale dell'università di Genova, oggetto anche di tesi di laurea datata Aprile 1999, rivela che la parte terminale della Val Lerone ed in particolare i terreni occupati dalla ditta Stoppani sono a fortissimo rischio di esondazione. La ditta sarebbe colpevole di aver sottratto aree golenali al fiume e anche di avere ristretto in modo pericoloso alcuni tratti del torrente per aumentare la superficie dello stabilimento. Viene evidenziato il grosso pericolo di disastro ambientale nel caso in cui le acque venissero a contatto con le sostanze tossiche depositate nello stabilimento. Lo studio si conclude con l'indicazione degli interventi più idonei alla messa in sicurezza fra cui compare " demolizione delle aree Stoppani". Quando si decideranno i Sindaci di Arenzano e Cogoleto a ordinare la messa in sicurezza del sito e la demolizione di tutte le opere costruite su demanio fluviale? (articolo

14 Novembre 2000 : Dall'articolo comparso su Repubblica sembrerebbe che l'intenzione della Regione Liguria e dei Comuni di Arenzano e Cogoleto sia quella di appoggiare un progetto Stoppani, risalente agli anni '90, che prevedeva un porto alla foce del fiume e la costruzione di un nuovo stabilimento Stoppani nell'area di Pian Masino, in territorio di Arenzano. In vista di ingenti finanziamenti statali per la bonifica del sito, sembrerebbe quasi che la proposta sia quella di permettere a Stoppani di costruirsi una fabbrica nuova, ovviamente con i soldi dei contribuenti.

1 Dicembre 2000 La Regione Liguria risponde all'interrogazione del consigliere R. Benvenuto dei Verdi riguardo il pericolo di esondazione nell'area Stoppani. Si legge: "....si hanno criticità specialmente nell'area in sponda sinistra ....in quanto situata ad una quota inferiore rispetto a quella raggiungibile dalla massima piena prevista" ......."nel tratto finale esistono numerose opere idrauliche e strutturali che incidono direttamente sul corso d'acqua: discariche in sponda sinistra....lo stabilimento stoppani in sponda destra occupa un tratto dell'alveo originario del Lerone, comprese le infrastrutture." Quando si decideranno i Sindaci di Arenzano e Cogoleto a ordinare la messa in sicurezza del sito e la demolizione di tutte le opere costruite su demanio fluviale?

2 Dicembre 2000 Il Consiglio Comunale di Cogoleto chiede la chiusura definitiva della Stoppani entro il 31-12-2001. Inoltre pone una serie di condizioni per l'utilizzazione del forno 70 al solo fine del trattamento delle terre da bonificare. La bonifica dovrà essere ultimata entro tale data; se Stoppani risulterà inadempiente sarà affidata a ditte specializzate. In questo modo non avrà più giustificazione la frase "Stoppani resta aperta per bonificare". (articolo)

18 Dicembre 2000 Il Gruppo dei Verdi della Regione Liguria convocano una conferenza stampa per denunciare, mediante proiezione di filmato amatoriale, l'azione inquinante della ditta Stoppani. Il filmato mostra chiaramente grandi quantita di acqua inquinata da cromo che vengono riversate direttamente nel fiume Lerone. In seguito al filmato i Verdi presentano una mozione per la chiusura definitiva della fabbrica entro il 31-12-2001 e un esposto alla magistratura.

7 Gennaio 2001 Il Cromo raggiunge le spiagge di Varazze!!!!!!!!!!!!! E' questo il terribile risultato delle analisi condotte dall'Arpal nell'estate 2000 e consegnate il 15 settembre. In quantità superiori di tre volte ai limiti di legge consentite per l'uso industriale. Quasi venti volte maggiori del limite consentito per l'uso civile nella sabbia su cui si sdraiano migliaia di bagnanti ogni estate.

7 Gennaio 2001 La Stoppani preleva il percolato inquinato della discarica di Molinetto e lo porta nelle vasche di raccolta presso lo stabilimento dove spesso travasa direttamente nel fiume, come confermato da analisi Arpal e filmate da videoamatori. Ciò vale l'ennesima, grave, denuncia alla Magistratura.

11 Gennaio 2001 Riunione in procura dei magistrati che indagano sulle emergenze ambientali e in particolare sulla Stoppani. Nel mirino la discarica abusiva di Pian Masino usata da più di dieci anni dalla fabbrica e la presenza di cromo in mare e sulle spiagge recentemente riscontrata.

12 Gennaio 2001 Anche i lavoratori pronti a chiudere Stoppani. Chiedono ovviamente tutela e garanzie da parte delle Istituzioni. Lo afferma un volantino distribuito alla popolazione.

13 Gennaio 2001 La bonifica della val Lerone: 7 miliardi al vento!!!!!! Questo il giudiuzio del Comune di Cogoleto sui risultati del progetto Envireg. Qualcuno avrà il coraggio di riaffidare a Stoppani la bonifica del sito dopo che ha impiegato 10 anni e 7 miliardi di soldi pubblici per non fare assolutamente nulla?

21 Gennaio 2001 La Provincia di Savona annuncia una serie di controlli sulle spiagge di Varazze, Celle, Albisola, alla ricerca di cromo che sarà effettuata dall'Arpal.

1 Febbraio 2001 Cromo nelle falde acquifere della valle Arrestra, al confine fra Cogoleto e Varazze(articolo). Vengono superati di 5 volte i limiti consentiti agli scarichi industriali, ma qui si tratta di falde acquifere!!!!!!!!! Il sindaco di Varazze chiede di entrare fra i soggetti chiamati a discutere l'accordo di programma per la chiusura della fabbrica. Aumenta sempre di più il rischio di compromettere l'immagine di Varazze e dei comuni della riviera di ponente. Ma tutti i giorni Stoppani continua a sversare cromo in mare, a volte color giallo, a volte color verde.(<<Allarme inquinamento: il mare si tinge di giallo alla foce del Lerone, il Secolo XIX 11 febbraio 2001>>)

6 Febbraio 2001 la Regione vota la delibera presentata dai Verdi: chiusura della fabbrica entro il 31-12-2001. (articolo)

16 Febbraio 2001 Il Ministero dell'Ambiente inserisce la val Lerone sede della Stoppani, nei siti ad alto rischio ambientale, da risanare in base alla legge 426.(articolo

27 Febbraio 2001 Il Consiglio Comunale di Arenzano boccia la mozione che proponeva la chiusura della Stoppani in tempi certi, proposta da tutti i gruppi di minoranza. Dalla sintesi presentata dal mensile "Arenzano Oggi" di Aprile 2001 si legge: <<Risponde  l'assessore Dario Arkel che informa i consiglieri che il 12 marzo è stata indetta una riunione tra il Presidente della Provincia......per discutere tutti i punti relativi alla questione Stoppani. Il problema occupazionale verrà quindi discusso perchè di primaria importanza, e questa è la volontà di tutta la giunta. Pertanto chiede di attendere i risultati di questa riunione. L'assessore Arkel  cita anche la legge 426....In Conclusione la proposta è quella di ritirare la mozione, per lo meno fino a quando non si conosceranno i ruisultati della riunione del 12 marzo>>

1 Marzo 2001 Sul mensile "Arenzano Oggi" l'assessore all'ambiente R. Briano si dice propensa alla chiusura della fabbrica, ma sembra di capire che si darà la possibilità alla fabbrica di poter posticipare i tempi della chiusura, con la solita scusa della bonifica. La fabbrica ha già avuto 7 miliardi di finanziamenti pubblici e dieci anni di tempo: non ha bonificato e ha continuato a inquinare. Ora si propone di ripercorrere la stessa via!! Complimenti. 

12 Marzo 2001 Il Ministro dell'Ambiente blocca il progetto di ripascimento elaborato da esperti tecnici e acuti politici del Comune di Arenzano, con la collaborazione dell'Arpal. Si voleva usare la sabbia inquinata da cromo sui fondali del porto di Arenzano per il ripascimento le spiagge di Marina Piccola e Marina Grande. No Comment!!!!!! (articolo)

12 Marzo 2001 Si è tenuta in Regione la prima riunione per la stesura dell'accordo di programma per la chiusura della fabbrica. Il Sindaco di Varazze non ha partecipato alla riunione, come aveva invece dichiarato ai giornali. Sono stati nominati gli avvocati rappresentanti l'azienda, il comune di Cogoleto e la Regione.

13 marzo 2001 Il vicesindaco di Arenzano, F. Vernazza, rilascia la seguente dichiarazione ai giornali riguardo alla sabbia nel cromo: "Si tratta di una presenza di cromo naturale, non c'è da preoccuparsi".

14 Marzo 2001 Dalle dichiarazioni dei politici c'è l'impressione che molti in questi giorni stiano tentando di trasformarsi in improvvisati geologi, chimici e tossicologi, nella vana speranza di arginare l'ormai imminente disastro per la stagione turistica della Riviera di Ponente e mettersi al riparo da chi incomincia a organizzarsi per inoltrare richieste di risarcimenti miliardari. Alcuni politici arrivano anche a sostenere la tesi che siano le rocce stesse della Liguria ad avere un elevato contenuto di cromo; arriveranno addirittura a sostenere che la composizione chimica-geologica della Liguria è, per puro caso, identica a quella degli scarichi Stoppani nel fiume Lerone (cromo, zinco, manganese, nichel,......)???????

26 Marzo 2001 Il Gruppo Consiliare dei Verdi presenta una Mozione per impegnare la Provincia in un più attento controllo degli inquinanti rilasciati in atmosfera, un controllo sull'eventuale presenza di cromo nei pesci, sul controllo di eventuali scarichi abusivi in prossimità del forno 70. Inoltre si richiede alla ASl di pronunciarsi circa la pericolosità per la salute pubblica costituita dai metalli pesanti in concentrazioni ben oltre i limiti di legge sulle spiagge di Arenzano, Cogoleto e Varazze. 

4 Aprile 2001 In risposta all'interrogazione dei Verdi, l'assessore all'ambiente R.Levaggi ammette che c'e cromo oltre i limiti di legge sulle spiagge e che l'inquinamento è dovuto a "continui rilasci di inquinanti" da parte della fabbrica. Inoltre comunica che per la bonifica della Val Lerone lo Stato ha stanziato 13 miliardi, che dovrebbero essere affiancati da almeno altri 13 da parte della ditta. (articolo)

4 Aprile 2001 Il Sindaco di Arenzano L.Gambino dichiara ai giornali che sono iniziati i lavori di ripascimento delle spiagge  con "sabbia finissima" e che "per l'estate gli arenili saranno una meraviglia"

7 Aprile 2001 Assemblea pubblica organizzata dal centrosinistra sulla questione Stoppani: i candidati parlamentari del centrosinistra nel collegio di Arenzano si impegnano per la chiusura del forno 70 entro il 31-12-2001 e per la chiusura definitiva della fabbrica entro il 31-12-2003, in accordo col Comune di Arenzano e Cogoleto. La cittadinanza, sempre più allarmata dalle notizie sull'estensione e sulla gravità dell'inquinamento da metalli pesanti, chiede garanzie precise per il rispetto di tali accordi. Alla fine dell'incontro uno dei presenti lancia una preoccupante denuncia: la "sabbia finissima" con cui il Sindaco di Arenzano L.Gambino vuole effettuare il ripascimento delle spiagge proviene dalla foce del Leira di Voltri e contiene cromo in concentrazioni di 850 mg/Kg, solo 6 volte sopra i limiti massimi consentiti dalla legge!!!!!!!!

12 Aprile 2001 Proiezione del film Erin Brockovich (Julia Roberts premio oscar) sugli effetti cancerogeni del cromo esavalente.  Dopo il film seguirà un dibattito organizzato da Legambiente sugli aspetti medici, epidemiologici e legali relativi ai danni arrecati alla salute dall'industria Stoppani.

3 Maggio 2001 Si replica a Cogoleto: proiezione del film Erin Brockovich   sugli effetti cancerogeni del cromo esavalente.  Dopo il film segue un dibattito organizzato da Forza Italia; fra gli altri interviene l'assessore all'Ambiente della Regione, R. Levaggi. Anche per il centro destra la chiusura del forno 70 deve avvenire entro il 31-12-2001; più sfumata la posizione per la chiusura totale: sembra di capire che la Stoppani potrà restare finchè lo vorrà.

6 Maggio 2001 Qualcuno scarica nuovamente acque al cromo direttamente nel Lerone? Il torrente è giallo; polizia, Arpal, tutti a caccia dell'inquinatore. Chi sarà stato????

8 Giugno 2001 Ad Arenzano è quasi pronto il Museo per l'Ambiente. Svariati miliardi (una decina) per una struttura che a molti sembra l'ennesima presa in giro per i cittadini di Arenzano immersi nei fumi della Stoppani e con il mare costantemente sporco. Sarebbe forse stato meglio utilizzare quei soldi per aiutare i dipendenti Stoppani nel periodo successivo alla chiusura? O per un depuratore?

27 Giugno 2001 Legambiente assegna la bandiera nera alla Stoppani di Cogoleto.

3 Luglio 2001 Ennesimo incontro in Regione fra Stoppani e le Istituzioni (Regione, Provincia, Comuni). Come al solito si parla di chiusura e di ultimatum. Come al solito tutti gli accordi saranno rimandati di settimana in settimana, di mese in mese, di anno in anno. Possibile che non ci siano limiti precisi di tempo per iniziare la bonifica? La legge Ronchi li prevedeva chiaramente!!! E' ora che chi è responsabile della mancata attuazione della legge paghi in prima persona.

Luglio-Agosto Passato il periodo elettorale nessuno parla più del problema Stoppani.

12 Settembre 2001 Malgrado l'imbrigliamento del fiume Lerone in una condotta interrata, l'inquinamento permane. Misterioso il continuo affioramento di liquido rosso nel fiume, testimoniato da l'assessore all'ambiente del comune di Cogoleto e dalle analisi dell'Arpal. L'attività della fabbrica prosegue, incrementando ancor più la produzione e l'inquinamento. La valle è perennemente coperta da fumo.

15 settembre 2001 Riunione per sentire la risposta della fabbrica alla proposta di accordo di programma per la chiusura. Stoppani dice che non ha intenzione di chiudere il forno 70. Si aggiorna la seduta al 24 settembre (come al solito....si doveva aver già concluso il 18 Luglio........)

23 settembre 2001 Il Gabibbo di Striscia la Notizia arriva alla Stoppani. Vengono filmate le fuoriscite di acqua inquinata da cromo nel fiume Lerone. Preoccupazione anche per i bambini e i ragazzi che si allenano al campo di calcio vicino alla fabbrica, raggiunto dai fumi al cromo. L'Arpal denuncia l'inquinamento in atto.

29 settembre 2001 ..................INCREDIBILE!!!!!!!!!!

Altro che chiusura.......Stoppani apre un nuovo forno. E' quanto emerge dalla interpellanza presentata dal Consigliere Regionale dei Verdi, Romolo Benvenuto. Chi ha concesso le autorizzazioni? Chi controlla le emissioni di questo nuovo forno? Quali esperimenti vengono condotti e con l'emissione di quali inquinanti? Le Istituzioni possono trattare con chi fa credere di stare per chiudere mentre in realtà mette in funzione nuovi forni? Queste alcune delle principali preoccupazioni. (articolo).

5 Settembre 2001 Striscia la Notizia manda in onda un servizio sulla Stoppani. Il Gabibbo percorre un tratto del torrente Lerone, di colore giallo-arancio: cromo puro che si riversa in mare ad ogni pioggia. Vengono inquadrate le preoccupanti emissioni in atmosfera della fabbrica, sempre più intense nell'ultimo periodo. Il Gabibbo chiede informazioni all'IST sulla pericolosità del cromo: potente cancerogeno per gli esseri umani! E i lavoratori? Muoiono per tumore polmonare con una incidenza due, tre volte più elevata rispetto alla popolazione.

6 Settembre 2001 I magistrati che si occupano delle acciaierie studiano il blocco dei rifornimenti di carbone per imporre la chiusura della cokeria. Chissà se la stessa strada potrebbe essere usata con Stoppani: bloccare i rifornimenti di cromite e impedire l'accesso alla discarica di Molinetto, ormai piena di terre al cromo degli scarti di lavorazione. Inoltre, se i dati forniti dall'IST sulle morti per cancro a Cornigliano trovassero conferma, potrebbero scattare le accuse individuali di lesioni e omicidio colposo. Forse anche questa strada potrebbe essere utilizzata nel caso Stoppani, ovviamente solo nel caso in cui qualcuno avesse inquinato o avesse permesso di inquinare, avendo così causato morti fra lavoratori e cittadini. (articolo)

14 Settembre 2001 Continuano le trattative sulla chiusura della fabbrica. Come al solito ogni decisione viene rimandata. E' la solita storia che prosegue da undici anni e continuerà ancora per anni. Possibile che nessuno sia penalmente perseguibile per questa "copertura"?

23 Ottobre 2001 I Verdi della Regione Liguria fanno emergere importanti dati Arpal: risulta che non solo Cogoleto e Arenzano hanno cromo oltre i limiti di legge ma anche Varazze, Celle Ligure e Albisola. Circa 50 Km di costa ligure inquinata dal cromo!!!!!!!!!! Si sospetta che qualcuno abbia tenuto nascosto questi dati durante tutta la stagione estiva. (articolo)

24 ottobre 2001 La Provincia di Savona respinge le accuse e dichiara di avere informato Varazze. Il Sindaco di Varazze minimizza: il cromo è in quantità minima. Strano!!! dai dati risulta che il cromo supera in diversi casi il valore massimo consentito pere uso industriale e supera sempre il valore massimo consentito per uso civile. (articolo)

5 Novembre 2001 La lista Arenzano Democratica espone nelle bacheche del paese alcune fotografie del campo sportivo di Arenzano immerso nei fumi della Stoppani. Ammesso che tali fumi non contengano cromo esavalente è comunque impressionante pensare che dei bambini possano svolgere attività sportiva in una situazione del genere; e il Sindaco di Arenzano cosa ne pensa? Non è l'autorità preposta al controllo della salute pubblica?

9 Novenbre 2001 Assemblea pubblica ad Arenzano sul tema "Aree Stoppani: quale futuro". Presenti i Sindaci, gli assessori all'Ambiente di Provincia e Regione, il vicepresidente della Regione Liguria e un rappresentante della ditta Stoppani. Il vicepresidente Orsi afferma che bisogna creare l'interesse per l'imprenditore al superamento della vecchia fabbrica, offrendogli tutti i possibili incentivi, finanziamenti e permessi. Trascura il piccolo dettaglio che Stoppani ha distrutto una valle intera, ha inquinato 50 Km di costa della riviera Ligure e ha determinato la morte di molti operai (già condannato per questi fatti negli anni '90). Il rappresentante Stoppani non smentisce la pluriennale strategia della fabbrica:<<Certo che vogliamo chiudere!! C'è solo un piccolo disaccordo sulla data; sarà indispensabile una "piccola" proroga>> Sono più di dieci anni che Stoppani ripete queste stesse parole.

18 Dicembre 2001 Sconcertanti dichiarazioni di Diana Stoppani: la fabbrica non ha la minima intenzione di chiudere prima del 2005: dopo si vedrà. Nel frattempo propone una grande novità: inizierà la bonifica mentre la fabbrica continua la produzione, inquinando. Ottimo! E il progetto di bonifica Envireg, per il quale ha ricevuto miliardi, il permesso di riaprire il forno 70, la concessione della discarica di Molinetto e 10 anni di tempo ???? Forse era tutto uno scherzo...ora finalmente si fa sul serio....parola di Stoppani.

19 Dicembre 2001 Si costituisce un nuovo comitato popolare per la chiusura della Stoppani. Il comitato si impegnerà soprattutto dal punto di vista legale, per il risarcimento dei danni causati dalla fabbrica alla collettività. Il nome del comitato è NoStop

29 Dicembre 2001 L'assessore Levaggi propone alla Provincia di non rinnovare la concessione per la discarica usata da Stoppani per il conferimento dei fanghi. In questo modo si potrebbe mettere in difficoltà la fabbrica.

21 Gennaio 2002 La Provincia di Genova denuncia la Stoppani per lo stoccaggio di rifiuti inquinanti non autorizzati nella discarica di Pian Masino


13 Febbraio 2002 L'INAIL riconosce ai dipendenti Stoppani di avvalersi della legge sull'amianto che prevede l'anticipazione dell'anzianità pensionabile. In questo modo circa la metà dei lavoratori potrebbero semplicemente andare in pensione in occasione della chiusura della fabbrica. Rimarrebbe il problema della ricollocazione solo per una sessantina di dipendenti.

14 Febbraio 2002 L'INAIL concede ai lavoratori Stoppani il pensionamento anticipato previsto per i lavoratori a contatto con amianto. In questo modo si depotenzia il ricatto occupazionale e si accelerano i tempi per la chiusura.

20 Febbraio 2002
La Stoppani, in gran segreto, investe un miliardo per ristrutturare i forni e assicurare una piena attività almeno fino a tutto il 2004 e una produzione dei semilavorati fino al 2007.

22 Febbraio 2002 "Festa a Cogoleto" per annunciare la prossima chiusura della fabbrica: invitate tutte le Istituzioni (Comuni di Arenzano, Cogoleto e Varazze, Provincia, Regione). Lo spettacolo è desolante: subito la discussione si trasforma in propaganda elettorale; non emerge nessuna reale intenzione o piano realistico per la chiusura a breve termine.

Maggio 2002 Il Comitato NoStop prosegue la sua opera per cercare di fare chiarezza nelle responsabilità dell'attuale disastro ecologico.

21 Maggio 2002 Dopo un lungo periodo di totale assenza di nuove notizie arriva un secondo video: questa volta sono evidenti scarichi attivi, di grossa portata, filmati ai primi di maggio del 2002. Addio alla teoria dell'inquinamento pregresso, tanto utile a Stoppani e ai suoi "amici". Adesso è chiaro chi riversa il cromo in mare che ricopre le spiagge di Arenzano e Cogoleto e giunge fino a Varazze e Celle. Quanti miliardi di danni potrebbero ora chiedere questi Comuni per danno all'immagine turistica?

6 Giugno 2002 Disastro ambientale. E' questo il reato ipotizzato per la Stoppani. Emerge da documenti richiesti dalla Procura all'Arpal. Si spera nell'accordo durante la riunione convocata per il 3 Luglio in Regione.

3 Luglio 2002 L'accordo in Regione si dimostra la solita presa in giro: viene ripresentato il solito progetto edilizio (lo stesso che venne presentato più di dieci anni fa). Nessuna data, nessun impegno. Il solito destino a Varazze e Celle. Quanti miliardi di danni potrebbero ora chiedere questi Comuni per danno all'immagine turistica?

25 Luglio 2002 Nuovo incontro in Regione. Come al solito nessuna data, nessun piano per la chiusura e la bonifica; solita perdita di tempo. Questa volta anche Orsi si accorge di essere preso in giro e se ne va.

3 Agosto 2002 La Procura di Genova annuncia che si occuperà del caso Stoppani (finalmente) con lo stesso impegno con cui è stato affrontato il caso acciaierie di Cornigliano.

9 Agosto 2002 Cromo sulle spiagge di Varazze oltre i limiti massimi consentiti per legge. Dai nuovi dati Arpal per la stagione 2002 si evidenzia addirittura un ulteriore aumento rispetto ai valori dell'anno scorso, peraltro già fuorilegge. Le concentrazioni di cromo arrivano fino a 10 volte oltre il limite massimo consentito dalla legge. L'articolo su "La Repubblica" del 9 Agosto 2002, cronaca di Genova.

23 Settembre 2002 Disastro Ambientale. L'acqua piovana allaga i piazzali dove sono stoccati i prodotti finiti (bicromati); i contenitori cedono e quintali di cromo si riversano nel torrente Lerone. Il disastro compare nei giornali e telegiornali nazionali. Gli enti locali iniziano a muoversi. Arrivano Noe e Arpal. Scattano le solite denunce.
I paesi di Arenzano, Cogoleto, Varazze subiscono un danno incalcolabile alla loro immagine turistica. Tutta la regione Liguria subisce un brutto colpo. In futuro potrebbero esserci serie conseguenze sulla pesca.
Intanto in Regione si tratta per affidare nuovamente la bonifica a Stoppani, basata sulla ripresa del ciclo produttivo, tempi incerti e comunque molto lunghi. Si parla di più di 5 anni. 
Si ripete la storia già vista nel 1990 col piano Envireg: dieci anni di tempo per bonificare, 7 miliardi incassati da Stoppani, nessuna bonifica effettuata.
Ma i vari politici (Orsi, Briano, Gambino, ....avranno veramente il coraggio di affidare nuovamente la bonifica a Stoppani?)

25 Settembre 2002 La Stoppani presenta e fa protocollare il crono-programma di dismissione a partire dal primo gennaio 2003. Si parla di bonifica da attuare mediante il trattamento delle terre con il forno 70. Ecco di nuovo la riapertura del forno 70 con la scusa della bonifica. 
La bonifica non necessita del forno 70.
Le terre speciali di Pian Masino possono essere trasportate nella discarica di Molinetto, come la Stoppani sta facendo a "rallentatore" da circa un anno.
Le terre tossico-nocive nei piazzali sopra la ferrovia possono essere trasportate in apposita discarica via treno, come per l'Acna; si tratta di quantitativi non enormi, circa 10.000 metri cubi.
La cromite, materia prima da cui si estrae il cromo, deve essere venduta o trasportata presso altre fabbriche di cromo. 
Questi sono gli aspetti "facili" della bonifica: La parte difficile inizierà quando, una volta demolita la fabbrica si dovranno asportare i terreni sottostanti e depurare le acque di falda.

27 Settembre 2002 Il Sindaco Zanetti firma l'ordinanza di sospensione di <<ogni operazione che comporti ulteriori stoccaggi nel sito interessato dall'evento sino ad avvenute bonifiche e ripristino di condizioni di sicurezza igienico-sanitarie>> , basandosi sulla relazione dell'Asl riguardante i rischi per la salute pubblica e degli operai. Viene esteso il divieto di balneazione a tutto il litorale di Cogoleto e vietata la pesca. Sarà valida solo fino a quando Stoppani non vorrà riaprire il forno 70 con la scusa della bonifica?

28 Settembre 2002 L'azienda dichiara tranquillamente di voler riprendere la piena attività a partire da febbraio, come stabilito in accordo con i sindacati nel mese di agosto. Stoppani promette che il forno 70 riaprirà. E con il forno 70 ripartirà l'inquinamento delle falde, del torrente, del mare e, soprattutto, dell'atmosfera

3 Ottobre 2002 La magistratura chiede il sequestro della discarica di Pian Masino e indaga sui ritardi nella bonifica e sulle omissioni di controllo previste dall'accordo Envireg. Tempi duri per i tecnici che hanno certificato "l'avvenuta bonifica".

4 Ottobre 2002 Ennesimo tentativo di allentare la morsa intorno alla fabbrica di cromo. Adesso si trasferisce in Russia! Ma chi ci crede ancora a queste favole? Prima doveva andare a Crotone, poi in Africa, adesso in Russia, poi ...?

10 Ottobre 2002 Qualcuno si era illuso che Stoppani chiudesse? Era tutto uno scherzo! Anzi la produzione riprenderà subito e continuerà almeno fino al 2007, poi si vedrà. Per adesso niente forno 70. La bonifica inizierà fra qualche anno. Intanto proprio oggi i piazzali sono nuovamente allagati e si sono osservati nuovi sversamenti di cromo nel torrente. 
NB Adesso circolerà la voce che la nuova fase produttiva di Stoppani sarà "pulita" ed "ecologica", non più come in passato. Chi ci crede?

27 Novembre 2002 Stoppani è stato costretto ad uscire allo scoperto: il vero motivo per tenere aperta la fabbrica di Cogoleto è quella del riciclaggio di rifiuti industriali speciali pericolosi. E' riuscito a procurarsi l'autorizzazione dalla Provincia che incredibilmente l'ha concessa. L'attività di riciclaggio a servizio di altre fabbriche chimiche porterà allo smaltimento (non si sa bene dove) di metalli pesanti quali zinco e nichel, entrambi molto pericolosi per la salute umana. Stranamente , già nel 2000, l'Arpal aveva riscontrato nei terreni di tutta la zona circostante la presenza di questi metalli; anche nella discarica di Molinetto. Ma allora quando ha iniziato la Stoppani a fare riciclaggio? L'autorizzazione l'ha ottenuta solo adesso!

4 Dicembre 2002 La Provincia revoca l'autorizzazione per lo smaltimento di 18.000 tonnellate all'anno di rifiuti industriali pericolosi nei forni della Stoppani. Fino a quando?

7 Dicembre 2002 Il Ministero della Salute scrive al Ministero dell'Ambiente dando parere decisamente negativo sulla eventuale riapertura della fabbrica, per il timore di ripercussioni negative sulla salute pubblica.

15 Gennaio 2003 Stoppani ci riprova: richiede nuovamente l'autorizzazione per lo smaltimento di rifiuti tossici provenienti da altre industrie chimiche. Se ne discute in una riunione in Provincia. Per ora la risposta è no; però se la richiesta fosse inquadrata in un progetto più ampio di bonifica....chissà?

21 Gennaio 2003 La Stoppani riparte! Senza nessuna autorizzazione. Solo dopo 4 giorni di piena attività gli enti locali se ne accorgono, dimostrando l'efficienza dei controlli. La Stoppani si giustifica dicendo che erano prove tecniche (nel frattempo ha però prodotto tonnellate di salcromo)

8 Febbraio 2003 La Stoppani riparte con il permesso di Comuni e Provincia, previo benestare di Arpal, Enea e Asl. In particolare la Provincia rassicura la popolazione: vengono garantiti strettissimi controlli. E il parere negativo del Ministero della Salute che fine ha fatto?

10 Febbraio 2003 La Stoppani è in attesa dei permessi di riapertura del forno Mick 30, col quale potrebbe riprendere il trattamento della cromite. Si riprenderebbe in pieno la produzione. La motivazione addotta per la richiesta è sempre la stessa: il forno servirebbe per la "bonifica" delle terre tossiche di pian Masino. 

13 Febbraio 2003 Ad appena 5 giorni dalla riapertura il primo incidente: una nube tossica investe i bambini del campo sportivo di Arenzano; malori e irritazione alle vie respiratorie. Non si può sapere cosa ha emesso la fabbrica perché l'unica centralina Arpal presso il campo sportivo era fuori uso da sei mesi. E anche se fosse stata funzionante avrebbe registrato solo le polveri. Sono questi i controlli strettissimi promessi dalla Provincia? 

14 Febbraio 2003 Viene installata una nuova centralina per il rilevamento di alcuni degli inquinanti (fra quelli noti) emessi dalla fabbrica. Per la prima volta in cento anni le emissioni della Stoppani vengono controllate da centraline pubbliche, non "gestite" da personale Stoppani. Sarebbe forse il caso di predisporre queste centraline anche per il rilevamento dei metalli pesanti (Zinco, Nichel, Manganese, Alluminio,...) che così generosamente Stoppani riversa in tutta la Val Lerone, per via atmosferica.

15 Febbraio 2003 La rappresentanza Sindacale viene dimissionata dagli stessi operai a causa dell'atteggiamento troppo filoaziendale. Finalmente anche gli operai si accorgono che a sostenere unicamente gli interessi di Stoppani e a non cercare un intesa con gli enti locali rischiano di rimanere con un pugno di mosche in mano e con qualche brutta malattia ai polmoni?

21 Febbraio 2003 Nube chimica sui bambini del campo sportivo. Si ripete l'emissione di anidride solforosa e acido solforico, già accaduta 10 giorni prima. Questa volta la centralina registra sforamenti dei limiti di legge per le emissioni di SO2 (circa gli altri inquinanti, dai metalli pesanti al SO3 non è dato sapere). Il Sindaco Gambino e l'assessore della Provincia, Briano, emanano ordinanza di sospensione delle emissioni in atmosfera. Fino a quando? Basterà la sostituzione di qualche filtro per avere il permesso di ripartire?

6 Marzo 2003 Stoppani minaccia di inviare le lettere di licenziamento ai 74 dipendenti e accusa Provincia e Comuni di ostacolare la produzione.

7 Marzo 2003 I sindacati , dopo essersi dichiarati sicuramente favorevoli alla chiusura, avanzano una proposta, nuova e molto interessante: perché non affidare la bonifica a Stoppani e perché non permettergli la ripresa della produzione? In fin dei conti il forno 70 è stato chiuso ed era il più inquinante. Gli altri forni potranno essere poi spenti "gradualmente" e in "tempi ragionevoli". Anche l'assessore Orsi sembra intenzionato a percorrere questa nuova via.

7 Marzo 2003 Provincia e Comuni disinnescano il ricatto occupazionale dichiarandosi disponibili ad assorbire eventuali lavoratori che non saranno impiegati nei lavori di bonifica. Il numero di lavoratori da ricollocare scende a 58, essendo 16 di loro già in possesso dei requisiti per ottenere la pensione con la legge sull'amianto. Alcuni poi potrebbero decidere di seguire comunque la produzione di cromo all'estero.

8 Marzo 2003 Come previsto (21 febbraio 2003) secondo alcuni basterà cambiare qualche filtro per risolvere tutti i problemi di inquinamento: in arrivo a fine mesi alcuni nuovi filtri per il reparto salcromo. Evviva!

18 Marzo 2003 I Sindacati e alcuni lavoratori Stoppani scioperano per richiedere la riapertura delle attività produttive. Non importa se la fabbrica è pericolosa per dipendenti, residenti e ambiente. Non importa se viola tutte le leggi in materia ambientale. Stoppani paga e quindi è lui che comanda!

21 Marzo 2003 Stoppani scherzava! Congela i licenziamenti per 30 giorni e si dice interessato ad un accordo di programma. Magari proporrà che gli venga affidata la bonifica e chiederà, ovviamente per bonificare le terre, la riapertura di qualche forno. Intanto le emissioni di fumi in atmosfera aumentano, malgrado l'ordinanza di Comune e Provincia siano ancora in atto. Si scaldano i forni per fine mese?

28 Marzo 2003 Chiusura definitiva? Stoppani lancia un comunicato stampa in cui si dice pronto a rinunciare alla ripresa della produzione di salcromo. Ma vuole a tutti i costi la bonifica! Questo intervento precede di poco l'intervento di Enti e Ministero che avrebbero probabilmente applicato il potere sostitutivo per far svolgere la bonifica da ditte esterne. Chi si fiderà? Chi avrà il coraggio di affidare a Stoppani il "soil washing" ovvero il lavaggio dei terreni? E le terre inquinate come saranno bonificate? Forse con il trattamento nei forni di produzione della Stoppani?

29 Marzo 2003 Riunione ad Arenzano: molti dubbi sulle reali intenzioni di chiusura di Stoppani. Forti preoccupazioni per la elevata probabilità di una bonifica truffa che si limiti a riversare tutto il cromo in mare.

10 Aprile 2003 Stoppani detta le condizioni: riapertura del forno Mick 30, riciclaggio di rifiuti industriali disciolti nelle acque acide. Tutta l'operazione avrà un nome in codice: "bonifica".


Fonte: Verdi in rete www.verdinrete.it/liguria/home.htm


 

 

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