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La "Stoppani-Story". ha
inizio i primi anni del 900, quando un industriale milanese, tale
Luigi Stoppani, rileva una fabbrica di Cogoleto, cittadina del
ponente genovese. Volendo tralasciare, le vicissitudini che hanno
caratterizzato la presenza della Stoppani nei suoi primi 70 anni
di attività, arriviamo al 1977, anno in cui si comincia a porre
seriamente il problema della difesa dell'ambiente all'interno e
all'esterno della fabbrica.
Novembre 1977
- Nelle colture della Val Lerone, la vallata in cui si trova la Stoppani, vengono trovate tracce di metalli pesanti tra cui il
cromo. Le popolazioni locali promuovono manifestazioni.
Dicembre 1977
- La Capitaneria di Porto di Genova tenta di eliminare lo scarico
dei residui al cromo sulla spiaggia di Cogoleto, emanando una
ordinanza di divieto in base alla legge Merli. La Stoppani
ricorre immediatamente contro tale atto, minacciando la chiusura
e chiedendo tre anni di tempo per adeguarsi alle normative.
Gennaio 1978
- II Tar ligure corre in soccorso della Stoppani: accoglie il
ricorso dell'industria e annulla l'ordinanza della Capitaneria di
Porto. La Stoppani riprende così a scaricare i fanghi sulla
battigia, lasciando al mare il compito di smaltirli. I risultati
si vedranno qualche anno più tardi. Alcuni chilometri di
litorale saranno interdetti alla balneazione ed alla pesca, con
danni di miliardi soprattutto alle attività turistiche.
Agosto 1981 -
L'amministrazione comunale di Cogoleto commissiona alla
Cooperativa Biologi Marini di Genova uno studio sullo stato
ambientale dei fondali nel tratto di mare antistante il comune.
Le conclusioni dell'indagine, che contengono dati allarmanti,
saranno rese pubbliche solo anni dopo, per timore di conseguenze
sui livelli produttivi ed occupazionali.
Febbraio 1982 - II Pretore
di Voltri blocca la produzione e sequestra gli impianti, avendo
rilevato ripetute violazioni della Legge Merli. Contro l'azione
del Pretore insorgono amministratori locali, sindacati e partiti.
Affiora per la prima volta l'idea di gettare i fanghi in mare.
Dopo dieci giorni, il Pretore revoca il sequestro dietro
presentazione di un progetto dell'azienda, che prevede lo
stoccaggio dei residui tossici nell'area di riempimento del nuovo
porto di Genova-Voltri.
Marzo 1982 - L'idea di
Voltri trova in tutti entusiastici consensi, meno che negli
abitanti dei quartieri limitrofi. Regione e Comune assicurano la
temporaneità della soluzione (6 mesi) di fronte all'impegno
della Stoppani di trovare soluzioni alternative.
Agosto 1982 - Gli esami dei
campioni biologici dei fondali antistanti la fabbrica danno
risultati tali da sconsigliare la diffusione a scopo alimentare
dei pesci e dei mitili.
Settembre 1982 - Si
rivelano un bluff le assicurazioni sulla temporaneità del
provvedimento. Alla scadenza dei termini concessi la Stoppani,
che non ha proposto alcuna soluzione alternativa, chiede e
ottiene il rinnovo dello scarico a Voltri per altri 6 mesi.
Giugno 1983 - II Ministro
della Marina Mercantile firma il Decreto con cui autorizza la
fabbrica di Cogoleto a scaricare i fanghi al cromo (70.000
tonnellate all'anno) in mare. Il Decreto, che ha validità di 6
mesi, si basa sui risultati di una relazione tecnica dell'Irrsa-Cnr.
Settembre 1983 - La
Stoppani inizia lo scarico dei rifiuti in mare. . . . ;
Ottobre 1983 -I pescatori
liguri protestano pubblicamente per l'inquinamento prodotto dagli
scarichi in mare.
Gennaio 1984 - Lega per
l'Ambiente e Italia Nostra pubblicano il "Dossier Stoppani
tra omertà e malafede", libro bianco
sull'inquinamento prodotto dalla fabbrica che contiene, fra
l'altro, anche proposte per il possibile riciclaggio dei fanghi.
Nessuna reazione ufficiale degli Enti locali interessati.
Febbraio 1984 - II
sindacato dei chimici replica alle accuse degli ecologisti,
minacciando querele nei loro confronti. Si arriva ad un confronto
pubblico, ma i sindacalisti non accettano di intraprendere una
vertenza.
Marzo 1984 - II Ministro
della Marina Mercantile rilascia alla Stoppani una proroga di 4
mesi.
Maggio 1984 - II Pretore di
Sestri Ponente (Ge) blocca lo scarico in mare dei fanghi avendo
accertato tenori di cromo superiori a quelli consentiti dalla
Legge Merli.
Giugno 1984 - II Pretore
dissequestra gli impianti dietro assicurazione dell'azienda di
abbassare i tenori di cromo nei fanghi. Restano ferme le
imputazioni. Lega per l'Ambiente e Italia Nostra si costituiscono
parte civile nel procedimento contro la Stoppani.
Luglio 1984 -
Seconda proroga dell'Autorizzazione di scarico in mare da parte
del ministro Carta, questa volta di 18 mesi! Proteste degli
ecologisti che evidenziano come nella relazione allegata al
decreto si faccia cenno ad un "costante incremento delle
concentrazioni di cromo" (aumenti del 2.000%) e si parli
anche di "potenziali pericoli di tossicità cronica".
Settembre 1984 - Vengono
emanate le tabelle di tossicità di cui i al Dpr 915/82. In base
a tali dati l'autorizzazione concessa alla Stoppani è fuorilegge
in quanto i fanghi contengono concentrazioni di cromo esavalente
superiori da 5 a 7 volte quelle ammesse.
Dicembre 1984 I pescatori "invadono" la Pretura di Sestri Ponente per
protestare contro gli scarichi in mare. Affermano di essere
danneggiati nell'esercizio della loro attività a causa
dell'inquinamento.
Febbraio 1985 - Viene
riaperta dalla Procura della Repubblica di Genova una precedente
inchiesta sulle morti per cancro di operai della Stoppani.
Giugno 1985 - In occasione
dell'anniversario della prima autorizzazione i ministri Carta e
Biondi e l'Assessore regionale all'Ambiente Merlo, ricevono dalla
Lega per l'Ambiente ligure un pacco-dono contenente un
chilogrammo di fanghi al cromo.
A metà del mese viene vietata la
balneazione sugli 800 metri di spiaggia antistanti la fabbrica a
causa della presenza di cromo.
Luglio 1985 - Le
Associazioni inviano una diffida al Ministro della Marina
Mercantile in cui si richiede la revoca dell'autorizzazione
fuorilegge in base al D.P.R. 915/82.
Settembre 1985 - Si
moltiplicano le iniziative di cittadini e pescatori del ponente
genovese appoggiati dalle Associazioni ecologiste: in pochi
giorni vengono raccolte circa 10.000 firme contro gli scarichi Stoppani.
Ottobre 1985 - Il
Ministro della Marina Mercantile riceve un altro regalo dagli
ecologisti liguri: poco dopo il suo intervento alla cerimonia di
inaugurazione del Salone Nautico di Genova un "commando di
ambientalisti" rovescia sul tavolo di Carta un sacchetto di
fanghi della Stoppani. Lo stesso pomeriggio il ministro Zanone si
esprime a favore di una soluzione alternativa allo sversamento di
fanghi in mare.
Il Consiglio regionale ligure e
quello provinciale si pronunciano a maggioranza contro la proroga
ministeriale.
I pescatori di Sestri Ponente
fanno analizzare il pesce pescato nella zona di scarico: dalle
analisi risultano percentuali di 0,8 ppm di cromo nel fegato.
Novembre 1985 - I
Consiglieri Comunali verdi chiedono ed ottengono che il Comune di
Genova emetta un'ordinanza che vieta alla Stoppani di far
transitare sul proprio territorio camion che trasportino i
residui tossici destinati a essere smaltiti in mare. I pretori di
Sestri Ponente e Voltri inviano comunicazioni giudiziarie agli
amministratori della Stoppani per; trasporto abusivo di rifiuti
tossici e nocivi. Altrettante comunicazioni giudiziarie
raggiungono il presidente della giunta regionale Magnani,
l'attuale assessore all'Ambiente regionale Acerbi, il suo
predecessóre Merlo ed il coordinatore dello stesso assessorato
Barone, per omissione di atti d'ufficio. Alle prese di posizione
degli Enti locali si aggiunge il Comune di Genova con un ordine
del giorno contrario alla prosecuzione dello sversamento a mare
dei rifiuti Stoppani.
A Roma il Comitato
Interministeriale per la tutela delle acque si esprime a favore
del divieto di scarico in mare dei rifiuti tossici e nocivi. In
una serie di audizioni condotte dal Consiglio Regionale emerge,
tra l'altro, che Stoppani ha sempre trascurato di ricercare
soluzioni alternative di smaltimento e che ha continuamente
disapplicato gli accordi raggiunti cori gli Enti Locali e con lo
stesso sindacato. A conclusione dell'indagine viene approvato un
documento, presentato dai Verdi, in cui l'azienda è riconosciuta
come inaffidabile.
Pressato da tutte le parti,
Stoppani, fa infine uscire dal cassetto un piano di investimenti
di 20 miliardi finalizzati al raggiungimento del totale
disinquinamento dei residui di lavorazione e al risanamento della
fabbrica. Ma i tempi di realizzazione sono lunghi (5 anni) e la
Stoppani vuole "garanzie circa la sua permanenza sul
territorio", pregiudiziale con cui rinnova l'invito a
concederle la possibilità di scaricare in mare.
Dicembre 1985 -
Vengono resi pubblici i risultati delle analisi sulla presenza di
cromo, cadmio e mercurio, nel mare di Arenzano e Cogoleto,
eseguite su richiesta dei pretori di Sestri P. e Voltri. I dati
sono allarmanti (presenza di cromo 13 volte superiore alla
quantità consentita) e le Associazioni chiedono che la Stoppani
venga obbligata al risanamento dell'intera zona.
Alcuni camion che trasportano
fanghi, diretti alla bettolina ormeggiata nel porto di Genova-Multedo, vengono fermati dai vigili urbani ed
accompagnati al confine del Comune di Genova. L'azienda ricorre
al Tar. Ma il divieto resta. Poiché l'azienda continua
imperterrita a produrre, i fanghi vengono accumulati sui piazzali
dello stabilimento, senza alcuna autorizzazione, ne precauzione.
Dopo ripetuti vertici a Genova e a
Roma in cui Azienda e Sindacato richiedono al Ministro dalla
Marina Mercantile una proroga, Carta ributta la palla alla
Regione, sollecitando ad individuare zone di discarica a terra.
Altre comunicazioni giudiziarie
per i dirigenti dell'Azienda: le emette il Pretore di Voltri per
danneggiamento aggravato del mare e inquinamento delle acque del
fiume Lerone.
Anche il Comune di Arenzano si
esprime contro una eventuale proroga e vieta il transito dei
fanghi sul proprio territorio.
Alla vigilia dell'incontro con
Carta, che dovrebbe essere decisivo, il Cavalier Stoppani (a 5
giorni dalla scadenza dell'autorizzazione) estrae dal suo
cappello magico un nuovo piano: esso prevede la riduzione da 5 a
3 anni del tempo necessario alla ristrutturazione della fabbrica
e l'impegno a produrre, in 2-3 mesi, una parte di fanghi non
tossici. Tale piano, che esclude l'ipotesi di cassa integrazione,
sarà attuato dall'azienda solo se verrà concessa uria proroga
di smaltimento a mare dei fanghi.
Nuovo rinvio delle decisioni da
parte del ministro Carta che chiede agli Enti Locali una
posizione chiara e unanime.
Per avere il tempo necessario ad
attrezzare le discariche, la Regione propone una proroga di sei
mesi a favore della Stoppani. Un'ultima riunione viene convocata
il 31 dicembre dal Presidente della Regione, ma l'OK sperato ad
una mini-proroga non viene concesso.
Gennaio 1986 -
L'Associazione Industriali si schiera sulle posizioni del
Cavalier Stoppani.
Il Comitato Interministeriale per
la difesa delle acque conferma il proprio "no" alla
prosecuzione degli scarichi Stoppani. Il 9 il Ministro Zanone
emana il provvedimento con cui si vieta definitivamente lo
scarico in mare dei rifiuti tossici e nocivi. Per i fanghi al
cromo è la fine del versamento in mare.
Pronta risposta dell'Azienda di
Cogoleto che dispone lo spegnimento di un forno e annuncia la
chiusura della fabbrica a causa della "impossibilità di
proseguire la propria attività".
Il ricatto occupazionale fa ancora
presa: si fanno più forti le pressioni per "salvare i 500
posti di lavoro" e per "evitare conseguenze drammatiche
all'interno del settore conciario italiano che viene stimato in
circa 80.000 addetti".
Nuovo vertice in Regione, dove la
Stoppani si rimangia tutto "chi ha detto che volevamo
chiudere?" estraendo l'ennesimo coniglio dal cappello
magico. Con il completo avallo di Regione e Sindacati, l'Azienda
dichiara di voler continuare la produzione con i forni che
generano residui non nocivi, affermando che "in questo modo
si otterrebbe una quantità di fanghi conformi alla L. 915/82,
pari al 50% della produzione a pieno regime" (miracolo!).
L'assessore regionale all'ambiente dichiara di non aver alcun
problema a reperire una discarica per rifiuti speciali e quindi
tutto, come nelle migliori favole, sembra risolto per il meglio.
Unico problema che rimane aperto
è la sistemazione di 20.000 tonnellate di fanghi tossici
ammassati all'interno della fabbrica, che nessuno vuole. Ma anche
su questo punto la Regione ha la soluzione a portata di mano:
vengono riproposte le località così coscienziosamente
individuate in precedenza.
Le associazioni ecologiste non
tardano ad esprimere le proprie profonde riserve sui troppi punti
oscuri della soluzione prospettata; c'è il timore che
l'annunciato accordo tra le parti sia il preludio ad una
soluzione pasticciata.
Febbraio 1986 -
Processo in Pretura contro i dirigenti della Stoppani accusati di
violazione del DPR915. Viene accolta la costituzione di parte
civile delle Associazioni Lega per l'Ambiente ed Italia Nostra,
che vedono così definitivamente legittimato il loro ruolo di
"nemici" dell'Azienda- La Regione e gli Enti Locali non
si costituiscono parte civile. Il Pretore condanna due dirigenti
Stoppani ad un anno di reclusione e ad ammende e riconosce la
risarcibilità di un danno economico alle Associazioni.
Intanto le discariche promesse
dalla Regione a dicembre non si trovano, a causa delle oggettive
difficoltà nel reperimento dei siti.
Si svolgono affollate e furibonde
assemblee, ad Arenzano e Cogoleto, degli operatori turistici e
della pesca colpiti dai divieti di balneazione e di pesca imposti
a motivo degli alti tenori di cromo rilevati sui fondali. Tutte
le Associazioni di tali operatori (oltre agli ambientalisti)
decidono di costituirsi parte civile in un nuovo procedimento a
carico dell'Azienda per il reato di violazione della Legge
"Merli".
La Lega Ambiente denuncia
l'Amministrazione Comunale di Cogoleto che, qualche anno prima,
ha occultato uno studio già allora preoccupante sulla situazione
dei fondali.
Marzo 1986 - Nasce
l'ipotesi della Regione di mettere i fanghi Stoppani in Rio
Loaga: una valletta verdeggiante, dietra l'Azienda, in Comune di Cogoleto. I Verdi propongono alla Regione la costituzione di una
Commissione Tecnica con esponenti anche delle Assocciazioni
ecologiste che valuti tutti i complessi aspetti del risanamento
ambientale- La proposta viene accettata. Il Comitato Ecologico di
Cogoleto ed Arenzano organizza una manifestazione contro la
Stoppani: tutto il paese scende in piazza.
Aprile 1986 - La Stoppani
mette in cassa integrazione 126 operai e riduce il ciclo
produttivo chiudendo i famigerati forni. In seguito ad analisi
disastrose sul tasso di cromo nelle acque del torrente Lerone, il
Comune di Cogoleto blocca gli scarichi liquidi della Stoppani.
Aprile 1986 - I
Medici di Arenzano e Cogoleto denunciano una situazione grave di
inquinamento da cromo e evidenziano i possibili effetti dovuti ad
inalazione dei veleni prodotti dalla fabbrica.
Giugno 1986
- La Lega per l'Ambiente denuncia nuovamente alla Magistratura le
inadempienze della Stoppani che non rispetta le minuziose
prescrizioni anti-inquinamento del Comitato Tecnico Ambiente
della Regione.
Agosto 1986
- La stagione balneare del comprensorio subisce gravi
contraccolpi grazie ai divieti di balneazione per il mare
inquinato da cromo. Chi sarà' il responsabile?
Novembre 1986 - Pescatori,
albergatori, ambientalisti, abitanti e villeggianti chiedono 100
miliardi di danni alla Stoppani davanti al tribunale di Milano.
Marzo 1987 La
commissione Tecnica nominata dalla giunta Regionale per la
verifica dell'attuazione del piano di risanamento rileva gravi
inottemperanze riguardo la gestione dei rifiuti accumulati nei
piazzali, configurando una situazione di rischio ambientale.
Marzo 1987
Nuovo processo e nuova condanna per inquinamento. Questa
volta e' la Pretura di Voltri che condanna tre dirigenti Stoppani
a sei mesi ed al risarcimento del danno ambientale alla Regione
ed ai Comuni di Cogoleto ed Arenzano.
Aprile 1987
- vengono trovati fanghi della Stoppani nei Porto di Voltri
scaricati abusivamente ad ulteriore testimonianza
dell'inaffidabilita' dell'Azienda che continua a promettere
risanamenti.
Maggio 1987
Non c'è il due senza il tre. Ancora la Pretura di Voltri,
ancora una dura condanna per quattro dirigenti Stoppani,
colpevoli di emissioni di fumi ed inquinamento da rifiuti.
Dovranno risarcire il danno ambientale al Ministero per
l'Ambiente.
Agosto 1987
Analisi ripetute sul contenuto di metalli pesanti e cromo in
particolare negli organismi marini vegetali e animali hanno
rilevato una presenza allarmante di sostanze tossiche. Inoltre
nel periodo 82-87 la situazione è peggiorata. Per diversi
periodi è stata vietata la raccolta di mitili, la pesca e la
balneazione. Analisi delle polveri depositate sulla recinzione
del campo sportivo hanno evidenziato una concentrazione
elevatissima di cromo.
Settembre 1987 - Le
Associazioni ambientaliste denunciano nuovamente l'Azienda per le
gravi omissioni che hanno permesso alle forti piogge di
trascinare in mare grandi quantità' di materiali inquinati.
Il perito del giudice Zingale, che
indaga sulle morti in fabbrica, deposita la sua perizia. Il
documento paria di "collegamento causale" tra cromo e
decessi in Azienda. Per neoplasie polmonari ci furono più' di un
morto all'anno tra il I960 ed il 1979.
Dicembre 1987 Inizia
la raccolta di firme tra i residenti di Cogoleto ed Arenzano per
chiedere ai Comuni di indire un referendum sulla permanenza della
Stoppani. L'obiettivo di raccogliere il 10%. delle firme
dei residenti verrà' raggiunto: le -firme depositate saranno
oltre 1600.
Marzo 1988 - Per la prima
volta viene coinvolto nelle vicende giudiziarie il cavalier
Stoppani in persona. L'ineffabile Plinio riceve una comunicazione
giudiziaria da Zingale per le morti nel suo stabilimento.
Maggio 1988 Elezioni
amministrative a Cogoleto e vittoria dei Verdi che ottengono un
seggio in Consiglio Comunale: Rosa Filippini.
Giugno 1988 - Con una
incredibile sentenza, il Tribunale Civile di Milano assolve la
Stoppani e condanna gli abitanti e gli ambientalisti a pagare le
spese processuali. Inspiegabilmente la Stoppani continua a
vincere (ed a inquinare).
Ottobre 1988 - II Comune di
Cogoleto rifiuta ancora la discarica per i fanghi sul proprio
territorio. Non rifiuta invece l'Azienda che continua ad
inquinare.
Novembre 1988 - Un incendio
di vaste proporzioni lambisce la Stoppani. Ancora 13
rinvii a giudizio del giudice istruttore per le morti in
fabbrica. Il rischio di contrarre tumori risulta molto superiore
per gli operai Stoppani che per il resto della popolazione.
Dicembre 1988 - Al processo
d'appello per inquinamento, sei dirigenti vengono condannati.
Sono confermati nella sostanza i risultati dei tre processi di
primo grado (uno della Pretura di Sestri e due della Pretura di Voltri).
Dicembre 1988 La stoppani
presenta un studio di massima per il risanamento del torrente Lerone.
Febbraio 1989 - Trentasette
milioni per morire di cancro. Diciassette famiglie di deceduti
accettano il risarcimento proposto dalla Stoppani .
Aprile 1989 La Regione
propone la valle del rio Loaga come discarica per i rifiuti
tossico nocivi prodotti dalla fabbrica. Con i suoi 500.000 mc
potrebbe permettere alla fabbrica una produzione a pieno regime
per circa 30 anni.
Inoltre propone l'allacciamento
degli scarichi Stoppani al depuratore di Cogoleto, le cui acque
fluiscono direttamente in alto mare.
Infine si stabilisce che la
ripresa del forno 70 sia condizionata alla costruzione di nuovi
impianti di abbattimento per le emissioni dei reparti di
lisciviazione e del forno 70 e alla realizzazione di un sistema
di raccolta delle acque piovane.
Maggio 1989 Il comune di
Cogoleto si oppone alla discarica di rio Loaga e
all'allacciamento al depuratore di Cogoleto che permetterebbe a
Stoppani di scaricare direttamente in mare. Il Comune accoglie la
richiesta di Referendum consultivo in data 18 giugno 1989.
Giugno 1989 Il
referendum consultivo fornisce esito positivo per Stoppani a
Cogoleto, negativo ad Arenzano.
Luglio 1989 Riapertura del
forno 70. Stoppani si impegna a dismettere entro dieci anni dal
riavvio del forno 70 la produzione di bicromati e a effettuare
bonifiche ambientali
Gennaio 1990 Il
Comune di Cogoleto ribadisce la propria opposizione alla
creazione di una discarica per i fanghi Stoppani in rio Loaga.
Marzo 1990 Stoppani
sottoscrive una convenzione con Regione, sindacati Comuni, in cui
si impegna a dismettere la produzione di bicromato entro
dieci anni dal riavvio del forno 70 e si impegna a
realizzare le programmate bonifiche.
1991 termina il processo
per gli 11 decessi dal 1967 al 1983 con la condanna di tutti i
dirigenti Stoppani.
Febbraio 1991
Stoppani sollecita la conclusione per l'accordo di programma del
marzo 1990, sottoscritto da Stoppani stesso con Regioni,
Sindacati e Comuni. Coglie l'occasione per notificare il riavvio
del forno 70 in quanto "strumento di bonifica".
Ribadisce che il periodo massimo di durata di produzione di
bicromato sarà di 10 anni a partire dal giorno
di avvio del forno 70. Ribadisce inoltre la cessazione di ogni
altra attività su cromati entro i successivi 5 anni.
1992 Inizia il 2°processo
celebrato nel periodo 1992-1997 per l'indagine epidemiologica
sulla mortalità per tumore al polmone ed alla pleura. Nel
periodo 1969-1992 sono morti per TUTTI i tipi di tumore 53 operai
(con almeno tre mesi di lavoro). Sulla base della mortalità
media in Italia si sarebbero dovuti osservare "solo" 38
decessi. Quindi si sono verificati circa 40% - in più - di
decessi per tumore. Nel gruppo degli operai i casi di tumore
erano localizati alla bocca ed alla faringe (+225% in più),
polmone (+108%), pleura (+ 1967%), retto (228%) e vescica
(+127%). Tutti questi eccessi (tranne quello alla vescica) erano
statisticamente significativi.
Febbraio 1993 Stoppani
riduce il personale di circa 100 unità. L'obiettivo del
mantenimento del livello occupazionale, promesso ai lavoratori al
momento della riapertura del forno 70, non viene mantenuto.
Luglio 1993 Il Comune di
Cogoleto, considerato l'inadempienza di Stoppani sul mantenimento
dei livelli occupazionali, propone una revisione degli accordi.
Propone tra l'altro: a)cessazione produzione bicromati entro il
31-12-97 b)cessazione di tutte le attività entro il 31-12-98 c)
rivedere i criteri per l'assegnazione dei fondi Envireg
Dicembre 1994 La Regione
Liguria con la delibera n°9121 emana il "programma di
riassetto e riqualificazione ambientale della zona costiera e del
torrente Lerone" con finanziamento di 7 miliardi del
programma comunitario Envireg. Le scadenze per
il termine dei lavori di bonifica sono scaglionate, comprese fra
il 94 ed il 1997; al 31-12 2000 cessazione completa di ogni
attività.
Ottobre 1996 Il
Ministero dell'Ambiente informa la Regione Liguria che il termine
ultimo per realizzare i lavori coperti da finanziamento U.E. del
progetto Envireg è il 31-12-1997
Aprile 1997 Il comune di
Cogoleto approva lutilizzazione della discarica di
Molinetto per i fanghi della fabbrica Stoppani, con un ritardo
di 7 anni! L'operazione passa come <<bonifica
e riqualificazione della ex cava Molinetto>>!
Agosto 1997 La Regione con la delibera n° 3191 modifica i
precedenti programmi di lavoro del piano stipulato nel 1994, in
modo da permettere alla Stoppani di realizzare prioritariamente
quelle parti coperte da finanziamento. Allo scopo redige un nuovo
"Piano Operativo" che di fatto proroga la definitiva
fine dei lavori al 31-12-97 per la bonifica della spiaggia ed
entro il 2003 la definitiva bonifica delle aree di Pian Masino.
Agosto 1997 Stoppani inizia
la bonifica delle terre dellarenile in modo da poter
beneficiare dei fondi Envireg.
Dicembre 1997
I lavori di bonifica dell'arenile procedono velocemente e
Stoppani riesce ad accedere ai 7 miliardi di finanziamento.
Agosto 1999 Il contratto
sindacale in vigore dal 2 agosto mette in luce i programmi
Stoppani: aumentare la produzione e per fare ciò riaprire il
forno 58, altamente inquinante. Nel frattempo inizia una fase
di ristrutturazione (e cassaintegrazione) fino a dicembre.
Tutto ciò in contrasto a quanto previsto dagli accordi del
1991 che sancivano l’imminente chiusura definitiva dello
stabilimento nel 2001
Agosto 1999
Una relazione della Provincia sulla discarica di Molinetto
riporta i seguenti dati:
Volume totale=325.000 mc ;
Volume usato (da 1997 a 1999)=87.000 mc ; Volume fanghi Pian
Masino= 92.000 mc ; Volume bonifica finale stabilimento=90.000
mc; Volume residuo= 56.000 mc.
Dal volume residuo si può
stimare una perido di attività massimo di circa 2 anni..... a
meno che Stoppani non riesca a trovare altre discariche.
Settembre 1999 I Progetti Stoppani per l'aumento di produzione e
l'apertura del forno 58 allarmano i Verdi che
dichiarano:"Stoppani deve rispettare gli accordi e
chiudere o, altrimenti restituire i 7miliardi del programma
Envireg". Anche la Provincia si dichiara a favore della
chiusura entro il 2000
Settembre 1999 Stoppani
presenta un piano edilizio per la val Lerone: 270.000 mc di
alloggi, ed alcuni insediamenti industriali sul lato Arenzano.
Oltre al progetto di edilizia residenziale Stoppani prevede
anche nuovi insediamenti industriali chimici, ovviamente....
"puliti"....
Settembre 1999
In una risposta all'interrogazione del gruppo dei Verdi, la
regione Liguria risponde che <<l'intervento di cui al
programma Envireg è stato realizzato>>.
La situazione di grave degrado e pericolosità è invece
evidente a chiunque si trovi a transitare in val Lerone.
Ottobre 1999
Una relazione della Provincia di Genova rivela la grave
situazione di inquinamento da cromo, da Zinco, da Cloruri e
Solfati nelle acque freatiche della discarica di Molinetto.
Ottimo risultato: quella cava a Molinetto che doveva essere
"bonificata", ora trasuda di metalli pesanti e di
altri inquinanti pericolosi.
Ottobre 1999 Cogoleto
concede la valle del Rio Loaga come discarica: non ancora per
i fanghi Stoppani ma per materiali inerti.
Novembre 1999 L’IST
pubblica i risultati di una ricerca secondo cui c’è una
strettissima correlazione fra l’esposizione al cromo e
l’elevato tasso di mortalità per tumore polmonare dei
dipendenti Stoppani. Inoltre le analisi sulle urine dei
lavoratori evidenziano una preoccupante presenza di cromo
esavalente, con una tendenza al peggioramento nel periodo di
studio condotto dal 1983 al 1998.
Dicembre 1999 La Regione
boccia il piano edilizio Stoppani. "Troppo cemento".
E’ questa la prevedibile conclusione della trovata di
Stoppani. E’ indirettamente un via libera a continuare la
produzione.articolo
Gennaio 2000 Rispondendo
ad una interrogazione dei Verdi l’assessore all’ambiente
N. Alonzo ammette che la situazione ambientale è seriamente
compromessa e che potrebbero esserci gli estremi per imporre a
Stoppani la chiusura.
Gennaio 2000 In Regione
si tengono riunioni "tecniche riservate" fra la
Regione, Comuni e Stoppani per la realizzazione di nuovi
insediamenti industriali Stoppani in località Pian Masino.
Febbraio 2000 Marcia
indietro della Regione: si avvia l’ennesima campagna di
monitoraggi e di studi.
Febbraio 2000
L'assessore al lavoro del
Comune di Arenzano D. Arkel espone la sua posizione riguardo
al problema Stoppani. Nel suo articolo afferma che <<l'interesse
primario dei comuni è il mantenimento dei posti di lavoro>>
(e la salute e la vita dei dipendenti e degli abitanti?????) e
che il problema Stoppani <<non potrà concretizzarsi
fino a quando il problema occupazionale non sarà stato
esaurientemente trattato>>. Si intuisce anche la
propensione ad affidare a Stoppani una lunga e incerta fase di
bonifica. Giudicate voi leggendo l'intero articolo.
Febbraio 2000 Gli operai
scioperano contro i politici che non li convocano alle
riunioni.
Febbraio 2000 I
carabinieri del NOE ravvisano delle irregolarità negli
scarichi dell’industria e passano alla Procura i risultati
delle analisi. Stoppani concede un’intervista in cui
riafferma la sua volontà di continuare a produrre e asserisce
: <<Non inquiniamo, non chiudiamo e restiamo a
Cogoleto>>.articolo
Febbraio 2000
Sui giornali compare la dichiarazione dell'assessore Alonzo
secondo cui saranno effettuati minuziosi controlli 24 ore su
24 sugli scarichi Stoppani. Ma l'Arpal smentisce! articolo
Febbraio 2000
Il Comune di Cogoleto richiede alla sezione UOPSAL dell'USL un
controllo sulla situazione igienico-sanitaria e di sicurezza
dei dipendenti Stoppani.
Febbraio 2000
La Stoppani presenta al Tar un ricorso per restare fino al
2003.
Febbraio 2000 Il sindaco
L.Cola boccia in Consiglio Comunale del 28-2-2000 la richiesta
di riaggiornamento dei dati sulla mortalità dei lavoratori
Stoppani effettuata dall'IST nel periodo 86-92, che aveva
evidenziato una fortissimo aumento di mortalità nei reparti a
maggiore esposizione al cromo.(filmato disponibile presso
TeleCogoleto)
Febbraio 2000 La
relazione n°14651/1483 della Provincia rivela che le acque
freatiche della zona dello stabilimento sono inquinate a
livelli fino a 64.000
volte il valore massimo consentito dalla legge. L'inquinamento
è presente in tutta la valle ma assume questi valori
particolarmente elevati solo in corrispondenza all'impianto di
produzione di acido cromico e nelle sue immediate vicinanze.
L'inquinamento delle falde dovuto alla percolazione dai
depositi di Pian Masino risulta quasi trascurabile! Inizia a
cedere l'ipotesi di Stoppani e dei suoi sostenitori secondo
cui tutto l'inquinamento è pregresso e la fabbrica
attualmente non inquina. articolo
Il fiume risulta
inquinato in modo molto preoccupante ma "solo" a
valle della postazione in corrispondenza alla fabbrica, dove
raggiunge valori fino a 13 volte quelli massimi consentiti per
gli scarichi industriali; non è quindi sostenibile la tesi
dell'inquinamento dovuto al solo effetto delle acque
meteoriche e di percolazione: la principale sorgente di
inquinamento è situata proprio sotto la fabbrica mentre
l'inquinamento dovuto alle acque infiltrate dai depositi di
Pian Masino esiste ma ha effetti molto minori.
Il mare risulta avere
valori di cromo esavalente spesso paragonabili con quelli
limite per gli scarichi industriali. Considerando l'effetto
della diluizione tale valore è elevatissimo
e testimonia un continuo afflusso di inquinanti da parte del
fiume Lerone, difficilmente spiegabile col solo effetto delle
acque meteoriche. L'attuale contenuto di cromo in mare a
Cogoleto e Arenzano è superiore di circa 1000
volte il valore normale del mare Mediterraneo.
Marzo 2000 L’Arpal
inizia una nuova serie di campionamenti sul territorio per
evidenziare la presenza di cromo esavalente. Il clima da
imminente campagna elettorale blocca la pubblicazione di
ulteriori notizie.
Marzo 2000
Alla Stoppani giunge un nuovo carico di cromite, materia prima
da cui estrae il cromo. Anzichè lavorare le terre da
bonificare di Pian Masino, la Stoppani preferisce usare la
materia prima, più redditizia. Queste nuove migliaia di metri
cubi di "carburante" assicurano la produzione per
vari anni e rendono evidenti le reali intenzioni della ditta.
In Provincia è allarme: non tornano più i conti! con questo
nuovo materiale la quantità di fanghi tossici prodotti da
Stoppani eccederanno il volume disponibile nella discarica di
Molinetto. La Stoppani continua a produrre senza farsi
problemi: i tempi slitteranno e, alla fine, si troverà una
nuova discarica.
Aprile 2000
Esce sugli schermi il film "ERIN
BROCKOVICH" che
racconta la storia di una fabbrica americana, la PG&E (ANDERSON
v PACIFIC GAS & ELECTRIC), che
ha inquinato con cromo esavalente le falde acquifere della
città di Hinkley, causando la morte di molti abitanti. La
fabbrica è stata costretta ad un rimborso di 333 milioni di
dollari.
3 Aprile 2000 Il
Sindaco di Cogoleto L.Cola, in seguito alla richiesta di
sollecitare gli enti competenti perchè effettuassero analisi
sui prodotti ittici della zona, (le ultime analisi risalgono
agli anni 80), ha risposto con le testuali parole (3-4-2000,
prot. 6484):
<<Per quanto riguarda i
prodotti ittici si informa che sono già state fatte in
passato verifiche sugli effetti del cromo sui prodotti ittici
e tali prove, effettuate dall'Istituto di igiene e medicina
preventiva dell'Università di Genova, hanno dimostrato che
sia il fegato dei pesci, mediante meccanismi biochimici, sia
il muco presente sulla superficie delle branchie e del corpo
sono in grado di ridurre il cromo VI, costituendo così una efficace
barriera alla penetrazione del cromo VI eventualmente presente
nelle acque marine.>>
Che sia vero che
tutte le sostanze organiche sono in grado di trasformare il
cromo VI in cromo III è risaputo; anche i tessuti umani sono
in grado di farlo. Non per questo si possono tranquillamente
ingerire alimenti contenenti cromo, come invece sembrerebbe
trasparire dalle parole del Sindaco.Il cromo III è comunque
una sostanza tossica, anche se ha minore pericolosità
rispetto al cromo VI, e l'elevata presenza di tale metallo nei
pesci costituisce un indicatore di una situazione allarmante
nelle coste prospicenti Arenzano e Cogoleto
Maggio-Giugno 2000
Continuano a giungere terrificanti dati sullo stato delle
acque di falda, del torrente Lerone e del mare. Il T3-Ambiente
Italia manda in onda un preoccupante servizio
sull'inquinamento prodotto dalla Stoppani.
Luglio 2000
L'assessore all'Ambiente della Regione Liguria, R. Levaggi,
chiede ufficialmente al Ministero dell'Ambiente di inserire la
Stoppani nella lista dei 14 stabilimenti italiani a forte
rischio di inquinamento e in procinto di essere dismessi, come
l'ACNA di Cengio, Pitelli e altri.
Luglio 2000
Goletta Verde lancia un grido: Stop alla Stoppani; ormeggiata
davanti alle coste di Cogoleto mostra lo slogan su uno
striscione mentre a Cogoleto si tiene un dibattito sulla
questione Stoppani. Quasi tutti i politici dei due paesi di
Arenzano e Cogoleto auspicano nuovi accordi, dimenticando che
tali accordi già esistono e prevedono la chiusura dei forni
entro il 2001
26 Luglio 2000
I Verdi presentano un' interrogazione
sulla Stoppani ai Ministeri della Sanità e dell'Ambiente.
L'obiettivo è quello di raggiungere in tempi brevi la
dismissione dello stabilimento seguendo il "modello ACNA".
1 Agosto 2000
Il Sindaco di Arenzano L. Gambino cambia ordine del giorno ed
evita la discussione della mozione proposta da Arenzano
Democratica e dagli altri gruppi di opposizione che richiedeva
l'intervento di ASL e IST per una verifica del pericolo
costituito dall'industria chimica per la salute dei lavoratori
e dei cittadini. Le opposizioni affiggono in tutta Arenzano
manifesti fortemente polemici contro la mozione del Sindaco e
della Giunta.
2 Agosto 2000
L'assessore all'Ambiente R. Levaggi in risposta ad una
interrogazione presentata da R.Benvenuto dei Verdi
annuncia il trasferimento della fabbrica in.. ...Africa!? Dopo
aver promesso la chiusura entro 10 anni, il trasferimento a
Crotone e in mille altri posti, la bonifica della val Lerone...ora
Stoppani gioca la carta africana. Nessun documento scritto,
solo parole... . Levaggi rimanda a Sindaci e Provincia il
compito di tutelare la salute pubblica e per quanto riguarda
il progetto Envireg afferma che i lavori di bonifica sono
stati eseguiti e certificati. Sicuramente positivo invece il
suo sollecito per l'intervento di Provincia e magistratura e
la richiesta al Ministero dell'Ambiente di inserire il sito
Stoppani nei 14 siti nazionali più inquinati e a rischio
ambientale, da bonificare con finanziamenti anche statali.
11 Settembre 2000
Ennesimo incendio in prossimità della fabbrica. Questa volta
si rischia il disastro: le fiamme lambiscono i depositi di
carburante e di ossigeno liquido. L'intervento immediato di 2
canadair evita la tragedia. I fumi che si levano in aria
probabilmente contengono elevatissime quantità di cromo
esavalente (la vegetazione bruciata è quella che 24 ore su 24
e sottoposta alla ricaduta di polveri al cromo) ma nessuno
pensa di compiere delle analisi sui fumi emessi e sulle
polveri depositate nelle zone circostanti. Il gruppo dei verdi
della Regione Liguria presenta una interrogazione al
presidente della giunta Regionale.
20 Settembre 2000
Finalmente arrivano i dati dell'Arpal: non solo la fabbrica ma
anche i terreni circostanti, le colline fino ad altezza di
cento metri, sono inquinate a causa dei fumi emessi dalla
fabbrica. E non basta! Non c'è solo il cromo oltre i limiti
massimi consentiti: anche nichel, zinco, manganese....tutti metalli
pesanti che, misteriosamente, non
rientrano nel ciclo di produzione della ditta. Le spiagge
che Stoppani aveva tentato di disinquinare sono nuovamente
impregnate di cromo. La situazione è veramente grave!
L'assessore Levaggi in una intervista al T3 dichiara
<<...ora si dovrà affrettare la chiusura>>.
L'assessore all'ambiente della Provincia dichiara che si
potrebbe giungere a far chiudere la fabbrica. articolo
22 Settembre 2000 Legambiente
emette un duro comunicato stampa chiedendo agli enti
competenti più attenzione al monitoraggio dell'inquinamento
ambientale e indagini della magistratura sulla inspiegabile
presenza di metalli pesanti diversi dal cromo.
26 Settembre 2000
Da recenti studi condotti dal Centro Monitoraggio Ambientale
dell'università di Genova risulta che la fabbrica Stoppani
ostacola il naturale corso del fiume Lerone, essendo costruita
proprio sul greto del torrente, in prossimità della foce. In
Calabria c'era un campeggio sul greto del fiume, in Liguria ci
sono le fabbriche chimiche!!! L'attuale situazione è di grave
pericolo per la vita dei dipendenti. Lo studio conclude quindi
che per mettere in sicurezza la zona la Stoppani deve essere demolita.
Inoltre sembrerebbe emergere dalle mappe presenti nello studio
che la Stoppani sia per larga parte costruita sul demanio
fluviale, terreno pubblico e non privato!
Romolo Benvenuto, capogruppo
dei Verdi della Regione Liguria, interroga la giunta Regionale
per conoscere il grado di pericolo in caso di esondazione e le
misure di sicurezza adottate da Sindaci e Istituzioni.
11 Ottobre 2000 Con una
lettera riservata inviata agli enti pubblici il sig. Stoppani
pur ammettendo che il sito è inquinato, non si dice disposto
a pagare per la bonifica in quanto si tratta di inquinamento
"pregresso". Questa è la parola magica su cui la
ditta intende puntare la sua difesa! (articolo)
Sebbene si tratti di costi per la
collettività dell'ordine delle decine di miliardi, le
istituzioni rispondono molto timidamente (solo il sindaco di
Cogoleto e l'assessore provinciale all'ambiente richiamano la
ditta alle sue responsabilità). Nei giorni successivi tutto
è messo a tacere...
8 Novembre 2000 Un
dossier del Ministero dell'Ambiente sui danni provocati
dall'azienda Stoppani valuta in circa 100 miliardi il costo
per il risanamento della Val Lerone. Si legge nell'articolo
:<< l'azienda, per voce di Plinio Stoppani in persona,
ha messo in chiaro, contro l'evidenza delle analisi ambientali
dell'Arpal, che attualmente lo stabilimento non
inquina.>> (Articolo)
8 Novembre 2000 Uno
studio condotto presso il Centro Monitoraggio Ambientale
dell'università di Genova, oggetto anche di tesi
di laurea datata Aprile 1999, rivela che la parte terminale
della Val Lerone ed in particolare i terreni occupati dalla
ditta Stoppani sono a fortissimo rischio di esondazione. La
ditta sarebbe colpevole di aver sottratto aree golenali al
fiume e anche di avere ristretto in modo pericoloso alcuni
tratti del torrente per aumentare la superficie dello
stabilimento. Viene evidenziato il grosso pericolo di disastro
ambientale nel caso in cui le acque venissero a contatto con
le sostanze tossiche depositate nello stabilimento. Lo studio
si conclude con l'indicazione degli interventi più idonei
alla messa in sicurezza fra cui compare " demolizione
delle aree Stoppani". Quando si decideranno i Sindaci di
Arenzano e Cogoleto a ordinare la messa in sicurezza del sito
e la demolizione di tutte le opere costruite su demanio
fluviale? (articolo)
14 Novembre 2000 :
Dall'articolo comparso su Repubblica sembrerebbe che
l'intenzione della Regione Liguria e dei Comuni di Arenzano e
Cogoleto sia quella di appoggiare un progetto Stoppani,
risalente agli anni '90, che prevedeva un porto alla foce del
fiume e la costruzione di un nuovo stabilimento Stoppani
nell'area di Pian Masino, in territorio di Arenzano. In vista
di ingenti finanziamenti statali per la bonifica del sito,
sembrerebbe quasi che la proposta sia quella di permettere a
Stoppani di costruirsi una fabbrica nuova, ovviamente con i
soldi dei contribuenti.
1 Dicembre 2000 La
Regione Liguria risponde all'interrogazione del consigliere R.
Benvenuto dei Verdi riguardo il pericolo di esondazione
nell'area Stoppani. Si legge: "....si hanno criticità
specialmente nell'area in sponda sinistra ....in quanto
situata ad una quota inferiore rispetto a quella raggiungibile
dalla massima piena prevista" ......."nel tratto
finale esistono numerose opere idrauliche e strutturali che
incidono direttamente sul corso d'acqua: discariche in sponda
sinistra....lo stabilimento stoppani in sponda destra occupa
un tratto dell'alveo originario del Lerone, comprese le
infrastrutture." Quando si decideranno i Sindaci di
Arenzano e Cogoleto a ordinare la messa in sicurezza del sito
e la demolizione di tutte le opere costruite su demanio
fluviale?
2 Dicembre 2000 Il
Consiglio Comunale di Cogoleto chiede la chiusura definitiva
della Stoppani entro il 31-12-2001. Inoltre pone una serie di
condizioni per l'utilizzazione del forno 70 al solo fine del
trattamento delle terre da bonificare. La bonifica dovrà
essere ultimata entro tale data; se Stoppani risulterà
inadempiente sarà affidata a ditte specializzate. In questo
modo non avrà più giustificazione la frase "Stoppani
resta aperta per bonificare". (articolo)
18 Dicembre 2000 Il
Gruppo dei Verdi della Regione Liguria convocano una
conferenza stampa per denunciare, mediante proiezione di
filmato amatoriale, l'azione inquinante della ditta Stoppani.
Il filmato mostra chiaramente grandi quantita di acqua
inquinata da cromo che vengono riversate direttamente nel
fiume Lerone. In seguito al filmato i Verdi presentano una
mozione per la chiusura definitiva della fabbrica entro il
31-12-2001 e un esposto alla magistratura.
7 Gennaio 2001 Il Cromo
raggiunge le spiagge di Varazze!!!!!!!!!!!!!
E' questo il terribile risultato delle analisi condotte dall'Arpal
nell'estate 2000 e consegnate il 15 settembre. In quantità
superiori di tre volte ai limiti di legge consentite per l'uso
industriale. Quasi venti volte maggiori del limite consentito
per l'uso civile nella sabbia su cui si sdraiano migliaia di
bagnanti ogni estate.
7 Gennaio 2001 La
Stoppani preleva il percolato inquinato della discarica di
Molinetto e lo porta nelle vasche di raccolta presso lo
stabilimento dove spesso travasa direttamente nel fiume, come
confermato da analisi Arpal e filmate da videoamatori. Ciò
vale l'ennesima, grave, denuncia alla Magistratura.
11 Gennaio 2001 Riunione
in procura dei magistrati che indagano sulle emergenze
ambientali e in particolare sulla Stoppani. Nel mirino la
discarica abusiva di Pian Masino usata da più di dieci anni
dalla fabbrica e la presenza di cromo in mare e sulle spiagge
recentemente riscontrata.
12 Gennaio 2001 Anche i
lavoratori pronti a chiudere Stoppani. Chiedono ovviamente
tutela e garanzie da parte delle Istituzioni. Lo afferma un
volantino distribuito alla popolazione.
13 Gennaio 2001 La
bonifica della val Lerone: 7 miliardi al vento!!!!!! Questo il
giudiuzio del Comune di Cogoleto sui risultati del progetto
Envireg. Qualcuno avrà il coraggio di riaffidare a Stoppani
la bonifica del sito dopo che ha impiegato 10 anni e 7
miliardi di soldi pubblici per non fare assolutamente nulla?
21 Gennaio 2001 La
Provincia di Savona annuncia una serie di
controlli sulle spiagge di Varazze, Celle, Albisola,
alla ricerca di cromo che sarà effettuata dall'Arpal.
1 Febbraio 2001 Cromo
nelle falde acquifere della valle Arrestra, al confine fra
Cogoleto e Varazze(articolo).
Vengono superati di 5 volte i limiti consentiti agli scarichi
industriali, ma qui si tratta di falde acquifere!!!!!!!!! Il
sindaco di Varazze chiede di entrare fra i soggetti chiamati a
discutere l'accordo di programma per la chiusura della
fabbrica. Aumenta sempre di più il rischio di compromettere
l'immagine di Varazze e dei comuni della riviera di ponente.
Ma tutti i giorni Stoppani continua a sversare cromo in mare,
a volte color giallo, a volte color verde.(<<Allarme
inquinamento: il mare si tinge di giallo alla foce del Lerone,
il Secolo XIX 11 febbraio 2001>>)
6 Febbraio 2001 la
Regione vota la delibera presentata dai Verdi: chiusura
della fabbrica entro il 31-12-2001. (articolo)
16 Febbraio 2001 Il
Ministero dell'Ambiente inserisce la val Lerone sede della
Stoppani, nei siti ad alto
rischio ambientale, da
risanare in base alla legge 426.(articolo)
27 Febbraio 2001 Il
Consiglio Comunale di Arenzano boccia la mozione che proponeva
la chiusura della Stoppani in tempi certi, proposta da tutti i
gruppi di minoranza. Dalla sintesi presentata dal mensile
"Arenzano Oggi" di Aprile 2001 si legge:
<<Risponde l'assessore Dario Arkel
che informa i consiglieri che il 12 marzo è stata indetta una
riunione tra il Presidente della Provincia......per discutere
tutti i punti relativi alla questione Stoppani. Il problema
occupazionale verrà quindi discusso perchè di primaria
importanza, e questa è la volontà di tutta la giunta.
Pertanto chiede di attendere i risultati di questa riunione.
L'assessore Arkel cita anche la legge 426....In
Conclusione la proposta è quella di ritirare la mozione, per
lo meno fino a quando non si conosceranno i ruisultati della
riunione del 12 marzo>>
1 Marzo 2001 Sul
mensile "Arenzano Oggi" l'assessore all'ambiente R.
Briano si dice propensa alla chiusura della fabbrica, ma
sembra di capire che si darà la possibilità alla fabbrica di
poter posticipare i tempi della chiusura, con la solita scusa
della bonifica. La fabbrica ha già avuto 7 miliardi di
finanziamenti pubblici e dieci anni di tempo: non ha
bonificato e ha continuato a inquinare. Ora si propone di
ripercorrere la stessa via!! Complimenti.
12 Marzo 2001 Il
Ministro dell'Ambiente blocca il progetto di ripascimento
elaborato da esperti tecnici e acuti politici del Comune di
Arenzano, con la collaborazione dell'Arpal. Si voleva usare la
sabbia inquinata da cromo sui fondali del
porto di Arenzano per il ripascimento le spiagge di Marina
Piccola e Marina Grande. No Comment!!!!!! (articolo)
12 Marzo 2001 Si è
tenuta in Regione la prima riunione per la stesura
dell'accordo di programma per la chiusura della fabbrica. Il
Sindaco di Varazze non ha partecipato alla riunione, come
aveva invece dichiarato ai giornali. Sono stati nominati gli
avvocati rappresentanti l'azienda, il comune di Cogoleto e la
Regione.
13 marzo 2001 Il
vicesindaco di Arenzano, F. Vernazza, rilascia la seguente
dichiarazione ai giornali riguardo alla sabbia nel cromo:
"Si tratta di una presenza di cromo naturale,
non c'è da preoccuparsi".
14 Marzo 2001 Dalle
dichiarazioni dei politici c'è l'impressione che molti in
questi giorni stiano tentando di trasformarsi in improvvisati
geologi, chimici e tossicologi, nella vana speranza di
arginare l'ormai imminente disastro per la stagione turistica
della Riviera di Ponente e mettersi al riparo da chi
incomincia a organizzarsi per inoltrare richieste di
risarcimenti miliardari. Alcuni politici arrivano anche a
sostenere la tesi che siano le rocce stesse della Liguria ad
avere un elevato contenuto di cromo; arriveranno addirittura a
sostenere che la composizione chimica-geologica della Liguria
è, per puro caso, identica a quella degli scarichi Stoppani
nel fiume Lerone (cromo, zinco, manganese,
nichel,......)???????
26 Marzo 2001 Il Gruppo
Consiliare dei Verdi presenta una Mozione
per impegnare la Provincia in un più attento controllo degli
inquinanti rilasciati in atmosfera, un controllo
sull'eventuale presenza di cromo nei pesci, sul controllo di
eventuali scarichi abusivi in prossimità del forno 70.
Inoltre si richiede alla ASl di pronunciarsi circa la
pericolosità per la salute pubblica costituita dai metalli
pesanti in concentrazioni ben oltre i limiti di legge sulle
spiagge di Arenzano, Cogoleto e Varazze.
4 Aprile 2001 In
risposta all'interrogazione dei Verdi, l'assessore
all'ambiente R.Levaggi ammette che c'e cromo oltre i limiti di
legge sulle spiagge e che l'inquinamento è dovuto a "continui
rilasci di inquinanti" da parte della
fabbrica. Inoltre comunica che per la bonifica della Val
Lerone lo Stato ha stanziato 13 miliardi, che dovrebbero
essere affiancati da almeno altri 13 da parte della ditta. (articolo)
4 Aprile 2001 Il
Sindaco di Arenzano L.Gambino dichiara ai giornali che sono
iniziati i lavori di ripascimento delle spiagge con
"sabbia finissima" e che
"per l'estate gli arenili saranno una meraviglia"
7 Aprile 2001 Assemblea
pubblica organizzata dal centrosinistra sulla questione
Stoppani: i candidati parlamentari del centrosinistra nel
collegio di Arenzano si impegnano per la chiusura del forno 70
entro il 31-12-2001 e per la chiusura definitiva della
fabbrica entro il 31-12-2003, in accordo col Comune di
Arenzano e Cogoleto. La cittadinanza, sempre più allarmata
dalle notizie sull'estensione e sulla gravità
dell'inquinamento da metalli pesanti, chiede garanzie precise
per il rispetto di tali accordi. Alla fine dell'incontro uno
dei presenti lancia una preoccupante denuncia: la "sabbia
finissima" con cui il Sindaco di Arenzano
L.Gambino vuole effettuare il ripascimento delle spiagge
proviene dalla foce del Leira di Voltri e contiene cromo
in concentrazioni di 850 mg/Kg, solo 6 volte
sopra i limiti massimi consentiti dalla legge!!!!!!!!
12 Aprile 2001
Proiezione del film Erin Brockovich
(Julia Roberts premio oscar) sugli effetti cancerogeni del
cromo esavalente. Dopo il film seguirà un dibattito
organizzato da Legambiente sugli aspetti medici,
epidemiologici e legali relativi ai danni arrecati alla salute
dall'industria Stoppani.
3 Maggio 2001
Si replica a Cogoleto: proiezione
del film Erin Brockovich
sugli effetti cancerogeni del cromo esavalente. Dopo il
film segue un dibattito organizzato da Forza Italia; fra gli
altri interviene l'assessore all'Ambiente della Regione, R.
Levaggi. Anche per il centro destra la chiusura del forno 70
deve avvenire entro il 31-12-2001; più sfumata la posizione
per la chiusura totale: sembra di capire che la Stoppani potrà
restare finchè lo vorrà.
6 Maggio 2001
Qualcuno scarica nuovamente acque al cromo direttamente nel
Lerone? Il torrente è giallo; polizia, Arpal, tutti a caccia
dell'inquinatore. Chi sarà stato????
8 Giugno 2001
Ad Arenzano è quasi pronto il Museo per l'Ambiente. Svariati
miliardi (una decina) per una struttura che a molti sembra
l'ennesima presa in giro per i cittadini di Arenzano immersi
nei fumi della Stoppani e con il mare costantemente sporco.
Sarebbe forse stato meglio utilizzare quei soldi per aiutare i
dipendenti Stoppani nel periodo successivo alla chiusura? O
per un depuratore?
27 Giugno 2001
Legambiente assegna la bandiera nera alla Stoppani di Cogoleto.
3 Luglio 2001 Ennesimo
incontro in Regione fra Stoppani e le Istituzioni (Regione,
Provincia, Comuni). Come al solito si parla di chiusura e di
ultimatum. Come al solito tutti gli accordi saranno rimandati
di settimana in settimana, di mese in mese, di anno in anno.
Possibile che non ci siano limiti precisi di tempo per
iniziare la bonifica? La legge Ronchi li prevedeva
chiaramente!!! E' ora che chi è responsabile della mancata
attuazione della legge paghi in prima persona.
Luglio-Agosto
Passato il periodo elettorale nessuno parla più del problema
Stoppani.
12 Settembre 2001
Malgrado l'imbrigliamento del fiume Lerone in una condotta
interrata, l'inquinamento permane. Misterioso il continuo
affioramento di liquido rosso nel fiume, testimoniato da
l'assessore all'ambiente del comune di Cogoleto e dalle
analisi dell'Arpal. L'attività della fabbrica prosegue,
incrementando ancor più la produzione e l'inquinamento. La
valle è perennemente coperta da fumo.
15 settembre 2001
Riunione per sentire la risposta della fabbrica alla proposta
di accordo di programma per la chiusura. Stoppani dice che non
ha intenzione di chiudere il forno 70. Si aggiorna la seduta
al 24 settembre (come al solito....si doveva aver già
concluso il 18 Luglio........)
23 settembre 2001 Il
Gabibbo di Striscia la
Notizia arriva alla Stoppani. Vengono filmate le fuoriscite di
acqua inquinata da cromo nel fiume Lerone. Preoccupazione
anche per i bambini e i ragazzi che si allenano al campo di
calcio vicino alla fabbrica, raggiunto dai fumi al cromo. L'Arpal
denuncia l'inquinamento in atto.
29 settembre 2001
..................INCREDIBILE!!!!!!!!!!
Altro che
chiusura.......Stoppani apre un nuovo forno.
E' quanto emerge dalla interpellanza presentata dal Consigliere
Regionale dei Verdi, Romolo Benvenuto. Chi ha concesso le
autorizzazioni? Chi controlla le emissioni di questo nuovo
forno? Quali esperimenti vengono condotti e con l'emissione di
quali inquinanti? Le Istituzioni possono trattare con chi fa
credere di stare per chiudere mentre in realtà mette in
funzione nuovi forni? Queste alcune delle principali
preoccupazioni. (articolo).
5 Settembre 2001 Striscia
la Notizia manda in onda un servizio sulla Stoppani. Il
Gabibbo percorre un tratto del torrente Lerone, di colore
giallo-arancio: cromo puro che si riversa in mare ad ogni
pioggia. Vengono inquadrate le preoccupanti emissioni in
atmosfera della fabbrica, sempre più intense nell'ultimo
periodo. Il Gabibbo chiede informazioni all'IST sulla
pericolosità del cromo: potente cancerogeno per gli esseri
umani! E i lavoratori? Muoiono per tumore polmonare con una
incidenza due, tre volte più elevata rispetto alla
popolazione.
6 Settembre 2001 I
magistrati che si occupano delle acciaierie studiano il blocco
dei rifornimenti di carbone per imporre la chiusura della
cokeria. Chissà se la stessa strada potrebbe essere usata con
Stoppani: bloccare i rifornimenti di cromite e impedire
l'accesso alla discarica di Molinetto, ormai piena di terre al
cromo degli scarti di lavorazione. Inoltre, se i dati forniti
dall'IST sulle morti per cancro a Cornigliano trovassero
conferma, potrebbero scattare le accuse individuali di lesioni
e omicidio colposo. Forse anche questa strada potrebbe essere
utilizzata nel caso Stoppani, ovviamente solo nel caso in cui
qualcuno avesse inquinato o avesse permesso di inquinare,
avendo così causato morti fra lavoratori e cittadini. (articolo)
14 Settembre 2001
Continuano le trattative sulla chiusura della fabbrica. Come
al solito ogni decisione viene rimandata. E' la solita storia
che prosegue da undici anni e continuerà ancora per anni.
Possibile che nessuno sia penalmente perseguibile per questa
"copertura"?
23 Ottobre 2001 I Verdi
della Regione Liguria fanno emergere importanti dati Arpal:
risulta che non solo Cogoleto e Arenzano
hanno cromo oltre i limiti di legge ma anche Varazze,
Celle Ligure e Albisola. Circa 50 Km di
costa ligure inquinata dal cromo!!!!!!!!!! Si sospetta che
qualcuno abbia tenuto nascosto questi dati durante tutta la
stagione estiva. (articolo)
24 ottobre 2001 La
Provincia di Savona respinge le accuse e dichiara di avere
informato Varazze. Il Sindaco di Varazze minimizza: il cromo
è in quantità minima. Strano!!! dai dati risulta
che il cromo supera in diversi casi il valore massimo
consentito pere uso industriale e supera sempre il valore
massimo consentito per uso civile. (articolo)
5 Novembre 2001 La
lista Arenzano Democratica espone nelle bacheche del paese
alcune fotografie del campo sportivo di Arenzano immerso nei
fumi della Stoppani. Ammesso che tali fumi non contengano
cromo esavalente è comunque impressionante pensare che dei
bambini possano svolgere attività sportiva in una situazione
del genere; e il Sindaco di Arenzano cosa ne pensa? Non è
l'autorità preposta al controllo della salute pubblica?
9 Novenbre 2001 Assemblea
pubblica ad Arenzano sul tema "Aree Stoppani: quale
futuro". Presenti i Sindaci, gli assessori all'Ambiente
di Provincia e Regione, il vicepresidente della Regione
Liguria e un rappresentante della ditta Stoppani. Il
vicepresidente Orsi afferma che bisogna creare l'interesse per
l'imprenditore al superamento della vecchia fabbrica,
offrendogli tutti i possibili incentivi, finanziamenti e
permessi. Trascura il piccolo dettaglio che Stoppani ha
distrutto una valle intera, ha inquinato 50 Km di costa della
riviera Ligure e ha determinato la morte di molti operai (già
condannato per questi fatti negli anni '90). Il rappresentante
Stoppani non smentisce la pluriennale strategia della
fabbrica:<<Certo che vogliamo chiudere!! C'è solo un
piccolo disaccordo sulla data; sarà indispensabile una
"piccola" proroga>> Sono più di dieci anni
che Stoppani ripete queste stesse parole.
18 Dicembre 2001
Sconcertanti dichiarazioni di Diana Stoppani: la fabbrica non
ha la minima intenzione di chiudere prima del 2005: dopo si
vedrà. Nel frattempo propone una grande novità: inizierà la
bonifica mentre la fabbrica continua la produzione,
inquinando. Ottimo! E il progetto di bonifica Envireg, per il
quale ha ricevuto miliardi, il permesso di riaprire il forno
70, la concessione della discarica di Molinetto e 10 anni di
tempo ???? Forse era tutto uno scherzo...ora finalmente si fa
sul serio....parola di Stoppani.
19 Dicembre 2001 Si
costituisce un nuovo comitato popolare per la chiusura della
Stoppani. Il comitato si impegnerà soprattutto dal punto di
vista legale, per il risarcimento dei danni causati dalla
fabbrica alla collettività. Il nome del comitato è NoStop
29 Dicembre 2001
L'assessore Levaggi propone alla Provincia di non rinnovare la
concessione per la discarica usata da Stoppani per il
conferimento dei fanghi. In questo modo si potrebbe mettere in
difficoltà la fabbrica.
21 Gennaio 2002
La Provincia di Genova denuncia la Stoppani per lo stoccaggio
di rifiuti inquinanti non autorizzati nella discarica di Pian
Masino
13 Febbraio 2002 L'INAIL riconosce ai dipendenti Stoppani di avvalersi della legge sull'amianto che prevede l'anticipazione dell'anzianità pensionabile. In questo modo circa la metà dei lavoratori potrebbero semplicemente andare in pensione in occasione della chiusura della
fabbrica. Rimarrebbe il problema della ricollocazione solo per una sessantina di dipendenti.
14 Febbraio 2002 L'INAIL concede ai lavoratori Stoppani il pensionamento anticipato previsto per i lavoratori a contatto con amianto. In questo modo si depotenzia il ricatto occupazionale e si accelerano i tempi per la chiusura.
20 Febbraio 2002 La Stoppani, in gran segreto, investe un miliardo per ristrutturare i forni e assicurare
una piena attività almeno fino a tutto il 2004 e una produzione dei
semilavorati fino al 2007.
22 Febbraio 2002 "Festa a Cogoleto" per annunciare la prossima chiusura della fabbrica: invitate tutte le Istituzioni (Comuni di Arenzano, Cogoleto e Varazze, Provincia, Regione). Lo spettacolo è desolante: subito la discussione si trasforma in propaganda elettorale; non emerge nessuna reale intenzione o piano realistico per la chiusura a breve termine.
Maggio 2002 Il Comitato NoStop prosegue la sua opera per cercare di fare chiarezza nelle responsabilità dell'attuale disastro ecologico.
21 Maggio 2002 Dopo un lungo periodo di totale assenza di nuove notizie arriva un secondo video: questa volta sono evidenti scarichi attivi, di grossa portata, filmati ai primi di maggio del 2002. Addio alla teoria dell'inquinamento pregresso, tanto utile a Stoppani e ai suoi "amici". Adesso è chiaro chi riversa il cromo in mare che ricopre le spiagge di Arenzano e Cogoleto e giunge fino a Varazze e Celle. Quanti miliardi di danni potrebbero ora chiedere questi Comuni per danno all'immagine turistica?
6 Giugno 2002 Disastro ambientale. E' questo il reato ipotizzato per la Stoppani. Emerge da documenti richiesti dalla Procura all'Arpal. Si spera nell'accordo durante la riunione convocata per il 3 Luglio in Regione.
3 Luglio 2002 L'accordo in Regione si dimostra la solita presa in giro: viene ripresentato il solito progetto edilizio (lo stesso che venne presentato più di dieci anni fa). Nessuna data, nessun impegno.
Il solito destino a Varazze e Celle. Quanti miliardi di danni potrebbero ora chiedere questi Comuni per danno all'immagine turistica?
25 Luglio 2002 Nuovo incontro in Regione. Come al solito nessuna data, nessun piano per la chiusura e la bonifica; solita perdita di tempo. Questa volta anche Orsi si accorge di essere preso in giro e se ne va.
3 Agosto 2002 La Procura di Genova annuncia che si occuperà del caso Stoppani (finalmente) con
lo stesso impegno con cui è stato affrontato il caso acciaierie di Cornigliano.
9 Agosto 2002 Cromo sulle spiagge di Varazze oltre i limiti massimi consentiti per legge. Dai nuovi dati Arpal per la stagione 2002 si evidenzia addirittura un ulteriore aumento rispetto ai valori dell'anno scorso, peraltro già fuorilegge. Le concentrazioni di cromo arrivano fino a 10 volte oltre il limite massimo consentito dalla legge. L'articolo su
"La Repubblica" del 9 Agosto 2002, cronaca di Genova.
23 Settembre 2002 Disastro Ambientale. L'acqua piovana allaga i piazzali dove sono stoccati i prodotti finiti (bicromati); i contenitori cedono e quintali di cromo si riversano nel torrente Lerone. Il disastro compare nei giornali e telegiornali nazionali. Gli enti locali iniziano a muoversi. Arrivano Noe e Arpal. Scattano le solite denunce.
I paesi di Arenzano, Cogoleto, Varazze subiscono un danno incalcolabile alla loro immagine turistica. Tutta la regione Liguria subisce un brutto colpo. In futuro potrebbero esserci serie conseguenze sulla pesca.
Intanto in Regione si tratta per affidare nuovamente la bonifica a Stoppani, basata sulla ripresa del ciclo produttivo, tempi incerti e comunque molto lunghi. Si parla di più di 5 anni.
Si ripete la storia già vista nel 1990 col piano Envireg: dieci anni di tempo per bonificare, 7 miliardi incassati da Stoppani, nessuna bonifica effettuata.
Ma i vari politici (Orsi, Briano, Gambino, ....avranno veramente il coraggio di affidare nuovamente la bonifica a
Stoppani?)
25 Settembre 2002 La Stoppani presenta e fa protocollare il crono-programma di dismissione a partire dal primo gennaio 2003. Si parla di bonifica da attuare mediante il trattamento delle terre con il forno 70. Ecco
di nuovo la riapertura del forno 70 con la scusa della bonifica.
La bonifica non necessita del forno 70.
Le terre speciali di Pian Masino possono essere trasportate nella discarica di Molinetto, come la Stoppani sta facendo a "rallentatore" da circa un anno.
Le terre tossico-nocive nei piazzali sopra la ferrovia possono essere trasportate in apposita discarica via treno, come per
l'Acna; si tratta di quantitativi non enormi, circa 10.000 metri cubi.
La cromite, materia prima da cui si estrae il cromo, deve essere venduta o trasportata presso altre fabbriche di cromo.
Questi sono gli aspetti "facili" della bonifica: La parte difficile inizierà quando, una volta demolita la fabbrica si dovranno asportare i terreni sottostanti e depurare le acque di falda.
27 Settembre 2002 Il Sindaco Zanetti firma l'ordinanza di sospensione di <<ogni operazione che comporti
ulteriori stoccaggi nel sito interessato dall'evento sino ad avvenute bonifiche e ripristino di condizioni di sicurezza igienico-sanitarie>> , basandosi sulla relazione dell'Asl riguardante i rischi per la salute pubblica e degli operai. Viene esteso il divieto di balneazione a tutto il litorale di Cogoleto e vietata la pesca. Sarà valida solo fino a quando Stoppani non vorrà riaprire il forno 70 con la scusa della bonifica?
28 Settembre 2002 L'azienda dichiara tranquillamente di voler riprendere la piena attività a partire da febbraio, come stabilito in accordo con i sindacati nel mese di agosto. Stoppani promette che il forno 70 riaprirà. E con il forno 70 ripartirà l'inquinamento delle falde, del torrente, del mare e, soprattutto, dell'atmosfera
3 Ottobre 2002 La magistratura chiede il sequestro della discarica di Pian Masino e indaga sui ritardi nella bonifica e sulle omissioni di controllo previste dall'accordo Envireg. Tempi duri per i tecnici che hanno certificato "l'avvenuta bonifica".
4 Ottobre 2002 Ennesimo tentativo di allentare la morsa intorno alla fabbrica di cromo. Adesso si trasferisce in
Russia! Ma chi ci crede ancora a queste favole? Prima doveva andare a Crotone, poi in Africa, adesso in Russia, poi
...?
10 Ottobre 2002 Qualcuno si era illuso che Stoppani chiudesse? Era tutto
uno scherzo! Anzi la produzione riprenderà subito e continuerà almeno fino al 2007, poi si vedrà. Per adesso niente forno 70. La bonifica inizierà fra qualche anno. Intanto proprio oggi i piazzali sono nuovamente allagati e si sono osservati nuovi sversamenti di cromo nel torrente.
NB Adesso circolerà la voce che la nuova fase produttiva di Stoppani sarà "pulita" ed "ecologica", non più come in passato. Chi ci crede?
27 Novembre 2002 Stoppani è stato costretto ad uscire allo scoperto: il vero motivo per tenere aperta la fabbrica di Cogoleto è quella del riciclaggio di rifiuti industriali speciali pericolosi. E' riuscito a procurarsi l'autorizzazione dalla Provincia che incredibilmente l'ha concessa. L'attività di riciclaggio a servizio di altre fabbriche chimiche porterà allo smaltimento (non si sa bene dove) di metalli pesanti quali zinco e nichel, entrambi molto pericolosi per la salute umana. Stranamente , già nel 2000, l'Arpal aveva riscontrato nei terreni di tutta la zona circostante la presenza di questi metalli; anche nella discarica di Molinetto. Ma allora quando ha iniziato la Stoppani a fare riciclaggio? L'autorizzazione l'ha ottenuta solo adesso!
4 Dicembre 2002 La Provincia revoca l'autorizzazione per lo smaltimento di 18.000 tonnellate all'anno di rifiuti industriali pericolosi nei forni della Stoppani. Fino a quando?
7 Dicembre 2002 Il Ministero della Salute scrive al Ministero dell'Ambiente dando parere decisamente negativo sulla eventuale riapertura della fabbrica, per il timore di ripercussioni negative sulla salute pubblica.
15 Gennaio 2003 Stoppani ci riprova: richiede nuovamente l'autorizzazione per lo smaltimento di rifiuti tossici provenienti da altre industrie chimiche. Se ne discute in una
riunione in Provincia. Per ora la risposta è no; però se la richiesta fosse inquadrata in un progetto più ampio di bonifica....chissà?
21 Gennaio 2003 La Stoppani riparte! Senza nessuna autorizzazione. Solo dopo 4 giorni di piena attività gli enti locali se ne accorgono, dimostrando l'efficienza dei controlli. La Stoppani si giustifica dicendo che erano prove tecniche (nel frattempo ha però prodotto tonnellate di salcromo)
8 Febbraio 2003 La Stoppani riparte con il permesso di Comuni e Provincia, previo benestare di Arpal, Enea e Asl. In particolare la Provincia rassicura la popolazione: vengono garantiti strettissimi controlli. E il parere negativo del Ministero della Salute che fine ha fatto?
10 Febbraio 2003 La Stoppani è in attesa dei permessi di riapertura del forno Mick 30, col quale potrebbe riprendere il trattamento della cromite. Si riprenderebbe in pieno la produzione. La motivazione addotta per la richiesta è sempre la stessa: il forno servirebbe per la "bonifica" delle terre tossiche di pian Masino.
13 Febbraio 2003 Ad appena 5 giorni dalla riapertura il primo incidente: una nube tossica investe i bambini del campo sportivo di Arenzano; malori e irritazione alle vie respiratorie. Non si può sapere cosa ha emesso la fabbrica
perché l'unica centralina Arpal presso il campo sportivo era fuori uso da sei mesi. E anche se fosse stata funzionante avrebbe registrato solo le polveri. Sono questi i controlli
strettissimi promessi dalla Provincia?
14 Febbraio 2003 Viene installata una nuova centralina per il rilevamento di alcuni degli inquinanti (fra quelli noti) emessi dalla fabbrica. Per la prima volta in cento anni le emissioni della Stoppani vengono controllate da centraline pubbliche, non "gestite" da personale Stoppani. Sarebbe forse il caso di predisporre queste centraline anche per il rilevamento dei metalli pesanti (Zinco, Nichel, Manganese, Alluminio,...) che così generosamente Stoppani riversa in tutta la
Val Lerone, per via atmosferica.
15 Febbraio 2003 La rappresentanza Sindacale viene dimissionata dagli stessi operai a causa dell'atteggiamento troppo filoaziendale. Finalmente anche gli operai si accorgono che a sostenere unicamente gli interessi di Stoppani e a non cercare un intesa con gli enti locali rischiano di rimanere con un pugno di mosche in mano e con qualche brutta malattia ai polmoni?
21 Febbraio 2003 Nube chimica sui bambini del campo sportivo. Si ripete l'emissione di anidride solforosa e acido solforico, già accaduta 10 giorni prima. Questa volta la centralina registra sforamenti dei limiti di legge per le emissioni di SO2 (circa gli altri inquinanti, dai metalli pesanti al SO3 non è dato sapere). Il Sindaco Gambino e l'assessore della Provincia, Briano, emanano ordinanza di sospensione delle emissioni in atmosfera. Fino a quando? Basterà la sostituzione di qualche filtro per avere il permesso di ripartire?
6 Marzo 2003 Stoppani minaccia di inviare le lettere di licenziamento ai 74 dipendenti e accusa Provincia e Comuni di ostacolare la produzione.
7 Marzo 2003 I sindacati , dopo essersi dichiarati sicuramente favorevoli alla chiusura, avanzano una proposta, nuova e molto interessante:
perché non affidare la bonifica a Stoppani e perché non permettergli la ripresa della produzione? In fin dei conti il forno 70 è stato chiuso ed era il più inquinante. Gli altri forni potranno essere poi spenti "gradualmente" e in "tempi ragionevoli". Anche l'assessore Orsi sembra intenzionato a percorrere questa nuova via.
7 Marzo 2003 Provincia e Comuni disinnescano il ricatto occupazionale dichiarandosi disponibili ad assorbire eventuali lavoratori che non saranno impiegati nei lavori di bonifica. Il numero di lavoratori da ricollocare scende a 58, essendo 16 di loro già in possesso dei requisiti per ottenere la pensione con la legge sull'amianto. Alcuni poi potrebbero decidere di seguire comunque la produzione di cromo all'estero.
8 Marzo 2003 Come previsto (21 febbraio 2003) secondo alcuni basterà cambiare qualche filtro per risolvere tutti i problemi di inquinamento: in arrivo a fine mesi alcuni nuovi filtri per il reparto salcromo. Evviva!
18 Marzo 2003 I Sindacati e alcuni lavoratori Stoppani scioperano per richiedere la riapertura delle attività produttive. Non importa se la fabbrica è pericolosa per dipendenti, residenti e ambiente. Non importa se viola tutte le leggi in materia ambientale. Stoppani paga e quindi è lui che comanda!
21 Marzo 2003 Stoppani scherzava! Congela i licenziamenti per 30 giorni e si dice interessato ad un accordo di programma. Magari proporrà che gli venga affidata la bonifica e chiederà, ovviamente per bonificare le terre, la riapertura di qualche forno. Intanto le emissioni di fumi in atmosfera aumentano, malgrado l'ordinanza di Comune e Provincia siano ancora in atto. Si scaldano i forni per fine mese?
28 Marzo 2003 Chiusura definitiva? Stoppani lancia un comunicato stampa in cui si dice pronto a rinunciare alla ripresa della produzione di salcromo. Ma vuole a tutti i costi la bonifica! Questo intervento precede di poco l'intervento di Enti e Ministero che avrebbero probabilmente applicato il potere sostitutivo per far svolgere la bonifica da ditte esterne. Chi si fiderà? Chi avrà il coraggio di affidare a Stoppani il "soil washing" ovvero il lavaggio dei terreni? E le terre inquinate come saranno bonificate? Forse con il trattamento nei forni di produzione della Stoppani?
29 Marzo 2003 Riunione ad Arenzano: molti dubbi sulle reali intenzioni di chiusura di Stoppani. Forti preoccupazioni per la elevata probabilità di una bonifica truffa che si limiti a riversare tutto il cromo in mare.
10 Aprile 2003 Stoppani detta le condizioni: riapertura del forno Mick 30, riciclaggio di rifiuti industriali disciolti nelle acque acide. Tutta l'operazione avrà un nome in codice: "bonifica".
Fonte: Verdi in rete www.verdinrete.it/liguria/home.htm
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