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La nona
cronaca

Oggi è il 21 giugno 2007.

La notizia della dichiarazione di fallimento dell’Immobiliare Val Lerone (ex Luigi Stoppani S.p.a.), pronunciata dalla Sezione fallimentare del Tribunale di Milano, è stata “tiepidamente” riportata dai mezzi di informazione.

E’ molto strano che una vicenda che riassume in sé buona parte dei “difetti” del ns. sistema istituzionale (politico, amministrativo, giudiziario) non costituisca per i quotidiani, sempre pronti a dedicare larghissimo spazio a notizie spesso prive di contenuto rilevante, utile spunto per stimolare il “controllo sociale”.

Ma forse questa è un’altra sfaccettatura della complessa realtà Italiana, che vede “migliaia” di persone (più o meno sempre le stesse o dalle stesse “inserite”) argomentare su tutto e sul contrario di tutto al solo fine di … mantenere posizioni che assicurino privilegi vergognosi e remunerazioni assolutamente ingiustificate.

Il mestiere del giornalista, come quello del politico, avrebbe una funzione fondamentale in una democrazia compiuta (e, qualche volta, per la verità questa funzione assolve).

Far sapere alla “gente” che cosa succede nel mondo (ma anche nella propria città e quartiere) può essere l’unica via attraverso la quale si possa favorire quel controllo sociale che, a ns. modestissimo avviso, può essere l’unico argine ad una gestione oscura della cosa pubblica.

Ma così non è. Le “notizie” (noi preferiremmo parlare di informazione) sono spesso selezionate per produrre effetti mediatici, a favore o contro qualche cosa o qualcuno (nella più innocente delle ipotesi per aumentare le vendite e far quadrare i bilanci) e non certo per assolvere ad un servizio fondamentale per la democrazia (non a caso i regimi autoritari di ogni colore asservono o assoldano, prima di ogni altra cosa, i mezzi di informazione).

Anche l’ultimo “media”, che abbiamo sperato poter appartenere alla gente, e cioè internet, sta subendo l’assalto pilotato di chi vuol continuare a gestire l’informazione.

L’apertura di blog, che si dichiarano “spazi di democrazia”, consente la manipolazione (neanche tanto raffinata) di notizie a scopi spesso così evidenti da meritare, più che la censura, un corale invito a smetterla!

Il diritto di parola è sacrosanto, ma chi occupa gli spazi dell’informazione deve rendere conto degli obiettivi del proprio agire.

Se lo scopo fosse soltanto quello di garantirsi visibilità e, attraverso questa, utilizzare gli strumenti dell’informazione per condizionare “il potere”, al solo scopo di acquisire vantaggi (stipendi, parcelle, consulenze, appalti, ecc.) personali o societari, il controllo sociale dovrebbe occuparsi (prima ancora della Magistratura) anche di chi “tira le fila” di questa attività, in ossequio ad una corretta lettura dell’art. 21 della nostra Costituzione.

Nell’ultima mail inviata agli iscritti alla ns. newsletter abbiamo riassunto “lo stato dell’arte”.

La prossima cronaca sarà dedicata all’operato dei Pubblici Amministratori locali, chiamati a difendere il territorio e la salute dei Cittadini. Attività queste che costituiscono doveri istituzionali e non “varie ed eventuali” lasciate alla discrezione degli eletti.

 

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Comitato NoStop per la tutela della Salute Pubblica e per la chiusura dello stabilimento Stoppani
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