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Data: 10/07/2012
Oggetto: Respinta la richiesta di vocazione


Carissimi,

Vi informiamo che in data 10/07/2012 il Procuratore Generale della Repubblica ha respinto l'istanza da noi presentata il 27/07/2010, volta ad assumere su di se, in caso di inerzia del Pubblico Ministero, l'esposto presentato dal ns. Comitato in data 10/07/2007.

Indichiamo succintamente le ragioni addotte: "Rilevato che la Procura della Repubblica ha definito le indagini , in parte con richiesta di rinvio a giudizio che ha dato origine conclusosi in primo grado con sentenza di condanna, ed in parte con richiesta di archiviazione che per le ragioni indicate nell'allegato provvedimento che sarÓ sottoposto alla valutazione del GIP competente".

Ai fini della migliore comprensione di chi voglia seguire il filo politico/amministrativo/giudiziario e logico di questa vicenda, sottoponiamo il contenuto dell'esposto 10/07/2007, precedentemente oscurato.

Analoghi contenuti erano stati sopposti all'inquirente in sede di indagini preliminari, affinchŔ le imputazioni meglio viste fossero indirizzate non solo all'industriale inquinatore ma anche verso coloro che avevano consentito, per le ragioni da indagare, che il disastro ambientale si compisse.

Non abbiamo argomenti ulteriori attraverso i quali contrastare quanto affermato dal Pubblico Ministero, se non ingaggiando un ulteriore contenzioso giudiziario, destinato a concludersi in un futuro troppo lontano per noi e foriero soltanto di ulteriori costi che non possiamo sostenere.

La fabbrica oggi ... Ŕ ancora lý, perchŔ mancano i fondi per procedere alla bonifica! Ricordiamo qui quanto da noi evidenziato alle Pubbliche Amministrazioni "tutte" in data 14/04/2006.

Chiederemo, in sede Comunitaria, che sia aperta una procedura di infrazione contro l'Italia per non avere ottemperato agli obblighi Comunitari in materia di siti inquinati, ma sarÓ un'altra che andrÓ ad aggiungersi ad un lungo elenco.

Certo Ŕ che casi come questo, al quale specularmente oggi si mostra quello dell'Ilva di Taranto (ed i numerosi che li hanno preceduti: Mestre, Cengio, ecc.), se lasceranno indenne la responsabilitÓ degli organi di vigilanza e controllo, porranno serissimi dubbi sulla validitÓ del "sistema" che il nostro Paese dedica alla prevenzione e punizione dei reati.

Se fosse accertata ed esemplarmente sanzionata la penale responsabilitÓ di pubblici amministratori e funzionari, anche per un solo singolo caso, avremmo, per l'avvenire, un deterrente di notevole valore per assicurare un effettivo controllo volto a prevenire condotte illegali.

Ma il nostro Paese sembra, purtroppo, ormai complessivamente fuori controllo a causa di troppi mancati controlli!

Auguri a tutti noi!

Un caro saluto


Alessandro Vaccarone

Presidente
Comitato "NoStop
c/o Comune di Arenzano 
Villa Maddalena, via Terralba, 77 
16011 Arenzano (GE)
Tel. 3357116484 Fax +39 109131030
Web-site: www.nostop.info 
E-mail: info@nostop.info


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Comitato NoStop per la tutela della Salute Pubblica e per la chiusura dello stabilimento Stoppani
CF. 95072330103 c/o Comune di Arenzano - Villa Maddalena, via Terralba, 77 - 16011 Arenzano (GE) 
Sede operativa: c/o Studio Lotorto, piazza Golgi, 19E - 16011 Arenzano (GE) Tel. 3357116484 - Fax 010.9131030
Web-site : www.nostop.info  - e-mail : info@nostop.info

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